Vasto, 23 aprile 2026 – Si terranno domani, alle 15.30, nella Chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista a Vasto, i funerali di Andrea Sciorilli, il giovane di 21 anni tragicamente ucciso dal padre, Antonio Sciorilli, domenica scorsa all’interno della loro abitazione. Un fatto di cronaca che ha scosso la comunità locale e che è emerso da un contesto familiare segnato da tensioni e conflitti protratti nel tempo.
Il delitto di Vasto
Andrea Sciorilli è stato colpito con tre fendenti d’ascia, arma poi nascosta dal padre che ha confessato il delitto al termine di un lungo interrogatorio presso la caserma dei Carabinieri di Vasto. Il padre, 52 anni, dirigente amministrativo presso l’Asl Lanciano Vasto Chieti, ha dichiarato agli inquirenti: «Mio figlio era un violento, ma ho fatto una stupidaggine». La lite che ha portato all’omicidio sarebbe scaturita da divergenze su un’opportunità lavorativa proposta da Antonio al figlio, rifiutata da quest’ultimo.
Il clima familiare era già teso da tempo. Nel 2024, infatti, era stato attivato un codice rosso a seguito di una denuncia presentata dal padre e dalla sorella di Andrea per episodi di violenza domestica. La denuncia, tuttavia, fu successivamente ritirata. Nonostante ciò, i contrasti sono proseguiti fino al tragico epilogo di domenica.
Le dichiarazioni e il procedimento giudiziario
Durante l’udienza di convalida dell’arresto, Antonio Sciorilli ha reso dichiarazioni spontanee affermando di aver agito per legittima difesa, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. I suoi legali hanno presentato istanza per una misura cautelare meno afflittiva o la revoca della stessa, in attesa di una decisione da parte del gip del Tribunale di Larino.
Le indagini, coordinate dal procuratore di Vasto Domenico Seccia, continuano per chiarire le dinamiche precise del fatto. Il magistrato ha evidenziato che Andrea non era uno spacciatore, ma faceva uso di sostanze stupefacenti. Gli inquirenti stanno inoltre valutando se nel corso della lite sia stato utilizzato un coltello e se il padre abbia tentato di nascondere le tracce di sangue rinvenute nell’ascensore e nel pianerottolo del condominio.
Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha espresso il cordoglio dell’intera comunità per la morte del giovane, mentre esponenti politici locali hanno sottolineato la necessità di affrontare con strumenti adeguati il fenomeno della violenza in famiglia.






