Milano, 23 aprile 2026 – Nelle ultime settimane è emersa una controversa inchiesta che coinvolge un’agenzia accusata di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con l’organizzazione di serate e post serate per vip e calciatori in locali di tendenza. Quattro persone risultano agli arresti domiciliari, mentre diversi nomi di giocatori sono stati fatti circolare dai media. Tra questi, spiccano le prese di posizione pubbliche di Rafael Leao e Riccardo Calafiori, entrambi al centro di speculazioni che hanno chiamato in causa le loro figure senza riscontri ufficiali.
Leao e la difesa della propria immagine
L’attaccante portoghese del Milan e vicecapitano della squadra, Rafael Leao, ha voluto chiarire con fermezza la propria estraneità alla vicenda. Con un messaggio pubblicato sui social, ha sottolineato: “Sono estraneo alla vicenda, non sono coinvolto, non ho commesso alcun reato“. L’ex giocatore dello Sporting Lisbona e del Lille, vincitore dello scudetto 2021-2022 con il Milan e della UEFA Nations League 2024-2025 con il Portogallo, ha chiesto che il suo nome non venga accostato in modo arbitrario e superficiale a questa inchiesta, ribadendo che “siamo persone con famiglia e reputazione”. Leao ha inoltre annunciato di aver incaricato i propri legali di agire contro chi continuerà a diffondere notizie false e dannose per la sua immagine.
Calafiori: nessun riferimento nell’indagine
Anche il difensore italiano Riccardo Calafiori, attualmente in forza all’Arsenal e convocato regolarmente in nazionale, ha risposto alle voci che lo coinvolgono. I suoi legali hanno precisato che “il suo nome non compare in alcun atto dell’indagine attualmente in corso” e che “l’unica circostanza obiettiva allo stato è che il Sig. Calafiori è estraneo ad essa in tutto e per tutto”.
Il 23enne, cresciuto nelle giovanili della Roma e con esperienze in Serie A, Svizzera e Premier League, ha costruito una reputazione solida come difensore versatile, capace di giocare sia come terzino sinistro sia come centrale. La sua carriera, segnata da importanti tappe come la qualificazione Champions con il Bologna nel 2024 e il trasferimento all’Arsenal nel 2024, procede senza interferenze da parte dell’inchiesta.
Le dichiarazioni di entrambi i calciatori evidenziano la necessità di rispettare la privacy e la reputazione personale, soprattutto in un momento di forte attenzione mediatica che rischia di travolgere persone non coinvolte direttamente nei fatti contestati.





