Mercoledì 22 aprile, il Pentagono ha annunciato a sorpresa la dimissione di John Phelan, Segretario della Marina degli USA. Un passo inatteso, senza spiegazioni ufficiali, che lascia spazio a molte domande. Per ora, il Sottosegretario Hung Cao assumerà il ruolo ad interim. Il tutto avviene in un momento teso, con le tensioni militari internazionali in aumento e un giro di poltrone nell’amministrazione Trump, che guida il Paese dal gennaio 2025. Una crisi silenziosa, ma di portata significativa.
Licenziato il Segretario della Marina USA: i motivi
Dietro l’allontanamento di Phelan ci sarebbero mesi di tensioni crescenti con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Secondo fonti vicine al dossier, la causa principale sarebbe stato il rapporto stretto e diretto che Phelan aveva con il presidente Donald Trump. Spesso i due si incontravano a Mar-a-Lago, dove Phelan proponeva al presidente idee per modernizzare la flotta navale. Un modo di fare che Hegseth ha interpretato come un affronto, un tentativo di bypassare il suo ruolo, scatenando così una frattura insanabile che ha portato alla decisione di far uscire Phelan immediatamente.
Una valanga di cambi ai vertici militari sotto Trump
L’addio di Phelan si inserisce in un quadro più ampio di rimpasti e licenziamenti nelle alte sfere militari americane, iniziati con il secondo mandato di Trump. Solo in questo mese, anche il generale Randy George, Capo di Stato Maggiore Congiunto, è stato costretto a lasciare senza alcuna spiegazione pubblica. Altri due generali di spicco, David Hodne, a capo del Comando per la Trasformazione e l’Addestramento dell’Esercito, e William Green Jr., responsabile del Corpo dei Cappellani, sono stati sostituiti nello stesso modo, senza chiarimenti.
Già nei primi mesi del mandato, il generale Charles “CQ” Brown era stato rimosso dal ruolo di Capo di Stato Maggiore Congiunto, sostituito da Dan Caine. Anche nella Marina e nell’intelligence si sono registrate diverse sostituzioni di rilievo, tra cui i vertici della Guardia Costiera e del Comando NSA. Ad agosto il generale David Allvin, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, ha annunciato dimissioni anticipate, mentre a dicembre l’ammiraglio Alvin Holsey, responsabile delle forze per il Sud e Centro America, ha lasciato dopo appena un anno.
Questi continui cambiamenti mostrano un quadro di forte instabilità nelle alte cariche militari americane, proprio in un momento in cui la scena internazionale si fa sempre più complessa, soprattutto per la situazione nel Golfo e nello Stretto di Hormuz. L’amministrazione Trump si trova così ad affrontare una fase critica, con una leadership militare in continua trasformazione mentre le tensioni globali non accennano a diminuire.





