“Il decreto sicurezza? Un completo fallimento”, parola di Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, che non ha risparmiato critiche al governo. Non si tratta solo di questioni di ordine pubblico: dietro alle accuse c’è anche un allarme economico che suona come un campanello d’allarme. L’esecutivo, secondo Schlein, non sta riuscendo a gestire né la sicurezza né la crisi economica in corso. Così la tensione politica si alza, con scontri che si fanno sempre più accesi, dentro e fuori dalle aule parlamentari.
Elly Schlein dura contro il governo
A Roma Schlein ha aperto un nuovo fronte di critica sul cosiddetto “quarto decreto sicurezza”. Per la segretaria Pd, se i primi tre decreti avessero funzionato, non ci sarebbe stato bisogno di riproporne uno praticamente identico. Il suo giudizio è netto: “Un fallimento totale, fatto solo di spettacolo e restrizioni, anche contro forme di dissenso pacifico. Norme più dure perfino del codice Rocco”.
Schlein sottolinea che i reati sono aumentati, nonostante le nuove leggi, che anzi hanno peggiorato la situazione. E denuncia come queste norme abbiano colpito lavoratori in sciopero e giovani attivisti, segnando una deriva autoritaria e repressiva. Accusa il governo di aver sprecato tempo e risorse: invece di puntare su prevenzione ed educazione, ha tagliato fondi ai Comuni, lasciando a loro il peso della sicurezza, che invece spetterebbe a Roma.
Un altro punto critico è la carenza di agenti: “Mancano 22mila poliziotti e carabinieri, 12mila agenti della polizia municipale. Eppure si parla solo di assunzioni legate a un turn over che nemmeno si completa”. Schlein propone un modello di sicurezza che vada oltre la repressione, con un coinvolgimento sociale ed educativo, e un cambio vero negli investimenti.
Non manca la stoccata istituzionale: il “clamoroso pasticcio” avrebbe costretto persino il Quirinale a intervenire per evitare l’approvazione di una norma da correggere in fretta. Un doppione legislativo che mette a nudo le mancanze e l’improvvisazione nel lavoro del governo.
Economia in crisi: l’attacco della segretaria del PD
Sempre oggi, Schlein ha commentato i dati Eurostat, bollandoli come una “brutta notizia per l’Italia”. “Non è solo un segnale negativo per l’economia, ma la prova del fallimento delle politiche dell’attuale governo”, ha detto, mettendo a confronto i numeri con la mancanza di strategie efficaci.
La segretaria Pd ha richiamato l’attenzione su problemi strutturali: la produzione industriale in calo negli ultimi tre anni, l’assenza di politiche per lo sviluppo, un aumento record della pressione fiscale che non si vedeva da dodici anni, e il taglio dei servizi essenziali come sanità, trasporti e scuola. Se non fosse stato per i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostiene, l’Italia sarebbe già in recessione.
Particolare rilievo ha avuto la decisione del governo di alzare al 5% il budget militare, scelta considerata un errore politico e strategico. Questa spesa rischia di togliere risorse a politiche necessarie per far ripartire l’economia e migliorare il benessere sociale. Schlein ha poi ricordato come l’uscita dalla procedura d’infrazione europea non abbia portato i benefici sperati, riducendo invece il margine finanziario utile al rilancio.




