Augusta, 23 aprile 2026 – La notte scorsa sono approdate al porto Xiphonia di Augusta, in provincia di Siracusa, 38 imbarcazioni provenienti dalla Spagna, che si aggiungono alle 25 barche italiane già ormeggiate, in vista della nuova missione della Global Sumud Flotilla per Gaza. La flottiglia, che rappresenta una delle più grandi iniziative civili di solidarietà internazionale, si prepara a salpare per sfidare il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza.
La flotta in preparazione e le attività a Siracusa
Dopo l’arrivo al porto di Augusta, oggi è previsto il trasferimento di una quindicina di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla al porto di Siracusa. Alcune unità rimarranno invece al largo per urgenti lavori di manutenzione, inclusa la barca di Greenpeace. Sul molo siracusano, la Marina Militare organizza una conferenza stampa seguita da una serie di performance artistiche e concerti, a sottolineare il carattere civile e pacifico della missione. Gli organizzatori hanno annunciato la partenza della flottiglia alle ore 8 di domani, anche se non è escluso un eventuale rinvio a sabato o domenica.
Obiettivi e dimensioni della Global Sumud Flotilla
La Global Sumud Flotilla (GSF), nata nell’agosto 2025, è una coalizione umanitaria internazionale che coinvolge attivisti provenienti da oltre 67 paesi con più di 15.000 partecipanti registrati. L’obiettivo principale è rompere il blocco illegale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza, garantendo l’ingresso di viveri, medicinali e aiuti umanitari alla popolazione palestinese, ridotta alla fame a causa dei conflitti e del blocco.
La parola araba “sumūd” evoca la resistenza e la perseveranza, valori che caratterizzano questa iniziativa che si propone anche di stabilire un corridoio umanitario e una presenza civile sostenuta nella regione. Gli organizzatori sottolineano come la flottiglia attuale sia di dimensioni maggiori rispetto a quella dell’anno passato, con un numero di imbarcazioni e partecipanti in costante crescita, segno di un’intensificazione della pressione civile internazionale contro l’assedio su Gaza.
La missione 2026 prevede non solo il trasporto di aiuti, ma anche il dispiegamento di équipe specializzate, tra cui medici, infermieri, esperti in ricostruzione ecologica e operatori per la protezione civile non armata, in collaborazione con la leadership palestinese. La flottiglia rappresenta quindi un’azione coordinata di solidarietà globale che mira a sfidare l’assedio e sostenere la popolazione di Gaza in un momento di grave crisi umanitaria.
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