Roma, 1° maggio 2026 – In occasione della manifestazione nazionale organizzata a Marghera da Cgil, Cisl e Uil per il Primo Maggio, si sono espressi con fermezza Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra (Avs) e Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico (Pd), riguardo alle politiche del governo Meloni sul lavoro e sui salari.
Fratoianni: il nuovo decreto non migliora le condizioni dei lavoratori
Nicola Fratoianni ha criticato duramente il decreto lavoro recentemente varato dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, sottolineando che «non migliora affatto le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici italiane». Durante la manifestazione, Fratoianni ha evidenziato come «non ci sia salario giusto senza salario minimo» e ha denunciato l’aumento della precarietà e l’insicurezza nel mondo del lavoro, aggravate dalla diffusione di appalti e subappalti. Per il leader di Sinistra Italiana, è necessario intervenire «per aumentare gli stipendi» e «agganciare i salari all’inflazione reale», così da tutelare il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Schlein: il governo evita di definire lo sfruttamento salariale
Anche Elly Schlein ha ribadito l’urgenza di una riforma salariale, sottolineando che «dopo tre anni di insistenza sull’emergenza salariale, il governo se ne è finalmente accorto, ma solo a parole». La segretaria Pd ha osservato che, pur prendendo come riferimento i contratti firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, l’esecutivo non ha avuto il coraggio di affermare che «sotto una certa soglia di salario non c’è lavoro, ma sfruttamento». Schlein ha annunciato che la proposta di legge sul salario minimo, sostenuta da oltre 300 firme parlamentari, sarà riproposta e portata avanti con determinazione. Inoltre, ha confermato l’impegno per l’introduzione del congedo paritario, in linea con le iniziative di altri Paesi europei.
Durante la manifestazione, Schlein e Fratoianni hanno salutato i leader sindacali Maurizio Landini (Cgil), Pierpaolo Bombardieri (Uil) e Daniela Fumarola (Cisl), sottolineando la necessità di un’opposizione unita e coerente sulle tematiche del lavoro, in particolare sul salario minimo legale e sulle condizioni lavorative. Nonostante le divergenze tra i partiti, l’introduzione di una soglia minima di retribuzione rimane uno dei pochi punti di convergenza all’interno dell’opposizione.





