Roma, 28 aprile 2026 – Il 25 aprile, anniversario della Liberazione, è stato segnato da tensioni e polemiche che hanno coinvolto importanti figure della politica italiana. Durante la trasmissione radiofonica Ping Pong su Rai Radio1, Carlo Calenda, segretario di Azione e senatore della Repubblica, ha espresso dure critiche nei confronti della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e degli eventi avvenuti a Torino durante le celebrazioni.
Le accuse di Calenda sul 25 aprile
Carlo Calenda ha definito «inaccettabile» il settarismo di sinistra manifestato durante la manifestazione del 25 aprile a Torino, evidenziando la presenza di antagonisti che hanno occupato simbolicamente il palco e sventolato bandiere cubane, di Hamas e Hezbollah. Secondo Calenda, le autorità avrebbero permesso questa occupazione senza intervenire, lasciando la piazza «in balia» di queste fazioni. Ha inoltre denunciato l’espulsione di persone che portavano la bandiera europea, un episodio che ha definito indice di «profonda ignoranza».
Calenda ha sottolineato come non ci sia stata alcuna condanna da parte di Elly Schlein, che a suo dire «si finge morta» e si sottrae a prendere posizioni scomode, caratteristica che, secondo lui, la rende «del tutto inadatta a governare il Paese». Il segretario di Azione ha inoltre espresso preoccupazione per il clima di odio che si sta diffondendo anche in Italia, paragonandolo a quello degli Stati Uniti, e ha definito «inaccettabili» gli episodi violenti contro la brigata ebraica durante le manifestazioni.
“La recessione è ormai vicina”
Durante la stessa intervista, Calenda ha affrontato anche altri temi di attualità. Riguardo all’economia, ha annunciato che una recessione è ormai vicina e ha sottolineato l’urgenza di interventi immediati sul costo dell’energia per evitarla. Ha evidenziato la possibilità di utilizzare i fondi residui del PNRR, circa 50 miliardi non ancora spesi, per affrontare la crisi energetica, criticando la mancanza di una classe dirigente capace di utilizzarli efficacemente.
Sul fronte della giustizia, Calenda ha respinto le accuse di una campagna d’odio contro Nicole Minetti, attribuendo la responsabilità a un quotidiano, Il Fatto Quotidiano. Ha ricordato che la grazia a Minetti è stata proposta dal Procuratore Generale di Milano e ha precisato che il Quirinale valuta solo la documentazione ricevuta, senza entrare nel merito delle decisioni.






