Milano, 1 maggio 2026 – La vicenda giudiziaria che coinvolge la classe arbitrale italiana, Gianluca Rocchi su tutti, si arricchisce di nuovi dettagli grazie a una telefonata intercettata il 2 aprile 2025, durante la semifinale di andata di Coppa Italia a San Siro. Nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano, emerge il coinvolgimento di un’importante figura operativa dell’Inter, ossia l’addetto agli arbitri della squadra nerazzurra, Giorgio Schenone, figura chiave nel raccordo tra club e arbitri dal 2020.
L’intercettazione chiave e il ruolo di Rocchi
Secondo quanto riportato da Repubblica, in una conversazione telefonica il designatore arbitrale Gianluca Rocchi – già sotto intercettazione da oltre un anno – avrebbe menzionato Schenone, definito come colui che “tiene i rapporti con gli arbitri partita per partita” per il club milanese. Nel dialogo, Rocchi avrebbe indicato quali designazioni arbitrali sarebbero state ritenute “gradite” o “sgradite” dall’Inter, riferendosi in particolare agli arbitri Colombo e Doveri per le partite Bologna-Inter e Inter-Milan rispettivamente. I termini “gradito” e “sgradito” non sono parole estratte testualmente dalle intercettazioni, ma interpretazioni adottate dal pubblico ministero Maurizio Ascione durante la ricostruzione dei fatti.
L’importanza di questa telefonata risiede nel chiarire come l’Inter potesse influenzare indirettamente le scelte di designazione arbitrale, seppur senza che alcun tesserato nerazzurro sia formalmente indagato. La conversazione mostra inoltre come Rocchi, in qualità di designatore per i campionati di Serie A e B dal 2021, fosse al centro di un sistema di rapporti che coinvolgeva interlocutori interni al mondo del calcio.
Le funzioni dell’addetto agli arbitri e le relazioni con la FIGC
Il ruolo di club referee manager svolto da Schenone è cruciale nel collegamento tra club e arbitri. Nel giorno della partita, l’addetto accoglie l’arbitro, lo accompagna in spogliatoio e gestisce tutte le esigenze logistiche e di routine. Durante la settimana, invece, mantiene contatti con la figura incaricata dalla FIGC di mediare tra l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) e le società di Serie A e B. Nel periodo oggetto dell’indagine, questa funzione era ricoperta da Riccardo Pinzani, sostituito lo scorso anno da Andrea De Marco, attuale responsabile delle relazioni con i club.
Le comunicazioni tra addetti e designatori riguardano spesso chiarimenti tecnici e discussioni sull’arbitraggio delle partite precedenti, prassi comune ma che in questo caso è finita sotto la lente della Procura. Nonostante il coinvolgimento di alcune figure di rilievo, è importante sottolineare che nessun dirigente o tesserato dell’Inter è formalmente indagato nel procedimento.




