Barcellona, 18 aprile 2026 – Durante la Global Progressive Mobilisation svoltasi a Barcellona, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha espresso un giudizio netto sull’attuale gestione italiana della crisi energetica e sulla politica estera del governo. Al centro delle sue considerazioni, la necessità urgente di una pace stabile prima di qualsiasi intervento militare italiano e l’esortazione a seguire l’esempio spagnolo nel campo delle energie rinnovabili.
Energia e rinnovabili: l’esempio di Barcellona per l’Italia
Nel corso del panel Freedom Deal: securing Europe Independence in climate, energy, digital and a defence policy, moderato da Mohammed Chahim del Partito Laburista olandese e con la presenza di Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Schlein ha sottolineato la disparità tra i prezzi dell’energia in Italia e in Spagna. «La settimana scorsa, a causa della guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu, il prezzo dell’energia in Italia ha raggiunto i 180 euro per MWh, mentre in Spagna si è attestato a 18 euro per MWh, cioè dieci volte meno», ha evidenziato.
La leader dem ha ricordato che circa 6-7 anni fa la Spagna si trovava in una situazione analoga a quella italiana. Grazie a una politica industriale aggressiva di sviluppo delle energie rinnovabili, Madrid è riuscita rapidamente a ridurre drasticamente il costo delle bollette, offrendo così un modello a cui l’Italia dovrebbe ispirarsi con urgenza. «Abbiamo sole, acqua e vento – ha sottolineato – ma in Italia il governo continua a fare la guerra alle rinnovabili, che potrebbero creare lavoro di qualità, sostenere imprese virtuose e abbassare le bollette per famiglie e imprese».
Schlein ha inoltre criticato l’inerzia del governo Meloni sul fronte energetico: «Sono tre anni che non viene fatta alcuna azione concreta per contenere i costi, se non decreti tampone sui carburanti e bollette, subito superati dagli eventi causati dai conflitti voluti dai suoi alleati, Trump e Netanyahu». Per questo motivo, ha ribadito, la dipendenza dalle fonti fossili rende l’Italia vulnerabile e legata a Paesi che fomentano la guerra.
Pace e politica estera: la necessità di un mandato chiaro
Sui temi geopolitici, Schlein ha espresso un giudizio fermo riguardo alla partecipazione italiana nelle missioni internazionali, in particolare nello Stretto di Hormuz. Commentando la partecipazione della premier Meloni al vertice dei Volenterosi, ha osservato che «non è uscita né una cornice chiara né un accordo definito». La segretaria dem ha sottolineato che prima di schierare forze italiane occorre una precondizione imprescindibile: un accordo di pace stabile. «Non basta una tregua fragile, serve un chiaro mandato multilaterale che al momento non c’è», ha affermato.
Interpellata sull’eventualità di riprendere le importazioni di gas dalla Russia, Schlein ha escluso questa possibilità, spiegando che ciò «significherebbe fare un regalo a Putin per alimentare la sua invasione criminale». Questa posizione si inserisce nel contesto delle sanzioni europee al Cremlino per l’aggressione all’Ucraina.
La segretaria dem ha anche criticato la decisione del governo italiano di non partecipare in presenza al summit dei Volenterosi, definendola un danno per il Paese: «Non è un motivo per non sedersi a quel tavolo, dove si devono discutere garanzie di sicurezza soprattutto in un quadro delle Nazioni Unite».





