Roma, 1 maggio 2026 – Sono stati disposti gli arresti domiciliari per Eitan Bondì, il 21enne fermato per gli spari contro due attivisti dell’Anpi avvenuti il 25 aprile scorso a Roma. Il gip, al termine dell’udienza di convalida, ha derubricato l’accusa da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione.
Bondì dichiara la propria responsabilità e nega legami con la Brigata Ebraica
Nel corso delle dichiarazioni spontanee davanti al giudice per le indagini preliminari, Bondì ha espresso un senso di profondo pentimento e vergogna per il gesto deplorevole compiuto. Ha manifestato solidarietà verso le persone ferite e offese, specificando di non appartenere a nessun gruppo né di avere moventi politici o ideologici. In particolare, ha negato qualsiasi legame con la Brigata Ebraica, un’affermazione riportata dai suoi difensori, gli avvocati Cesare Gai e Gianluca Tognozzi.
L’avvocato Gai ha sottolineato come il ragazzo non riesca a spiegarsi il gesto, definito dal gip “del tutto irrazionale” e senza giustificazione. Bondì ha ammesso di aver gettato via la pistola ad aria compressa utilizzata per sparare, ma ha precisato di non aver mai modificato o potenziato l’arma. Le altre armi trovate nel suo appartamento, due pistole vere detenute regolarmente per uso sportivo, sono state sequestrate a scopo cautelativo e non sono oggetto di contestazione.
La passione per il poligono e il contesto familiare
Nella sua abitazione, situata nel quartiere tra Viale Marconi e Via Portuense, la polizia ha rinvenuto un piccolo arsenale di armi da fuoco e munizioni, oltre a una collezione di coltelli, confermando la sua passione per il tiro a volo e il poligono. Bondì è uno studente di Architettura e ha svolto lavori saltuari da rider e agente immobiliare. La madre si è dichiarata “frastornata” dall’accaduto, mentre il padre ha precedenti per rapina aggravata dall’odio razziale.
Il giovane ha raccontato di aver sparato con una pistola ad aria compressa, sostenendo di non aver voluto uccidere nessuno, poiché avrebbe potuto usare le armi vere se avesse avuto questa intenzione. Le indagini proseguono per accertare la dinamica e i motivi esatti del gesto, che al momento è considerato isolato.






