Bruxelles, 5 marzo 2026 – La Commissione europea si prepara a lanciare una nuova strategia per lo sviluppo dei piccoli reattori modulari (SMR) nucleari, con l’obiettivo di realizzare i primi impianti in Europa entro l’inizio degli anni ’30. Il piano, anticipato da una bozza visionata dall’ANSA, prevede la creazione di una “coalizione dei volenterosi” tra gli Stati membri, al fine di favorire una cooperazione normativa ed economica più efficace, riducendo al minimo le soluzioni personalizzate a livello locale.
Verso una coalizione europea per i mini reattori nucleari
La proposta della Commissione si basa su nove azioni chiave volte a sviluppare un contesto industriale solido per i mini reattori nucleari. Tra queste, spicca la volontà di mettere a punto strumenti finanziari dedicati che riducano i rischi associati agli investimenti e di garantire un elevato livello di contenuto locale nell’attuazione dei progetti. La cosiddetta coalizione mira a coinvolgere gli Stati membri più impegnati nel settore, facilitando l’introduzione dei modelli SMR nei rispettivi territori attraverso una cooperazione normativa rafforzata.
Questa iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di rilancio della strategia energetica europea, che punta non solo a sviluppare i piccoli reattori ma anche a promuovere progetti di nucleare avanzato come parte della transizione verso un modello energetico più sostenibile e indipendente dalle importazioni esterne.
Il ruolo della Commissione europea e la sfida della competitività
La strategia sui mini reattori si allinea con le priorità delineate dalla presidente Ursula von der Leyen, che nelle recenti dichiarazioni a Bruxelles ha sottolineato l’importanza di rafforzare la sovranità tecnologica e la competitività dell’Europa. Draghi ha evidenziato la necessità di accelerare l’adozione di tecnologie avanzate e di superare le barriere regolamentari per sostenere la crescita e la sicurezza economica del continente.
In questo contesto, la Commissione europea, che rappresenta l’organo esecutivo dell’Unione, continuerà a svolgere un ruolo centrale nella promozione e nel coordinamento delle politiche energetiche, puntando a integrare i mini reattori nelle infrastrutture comunitarie e a sostenere la ricerca e l’innovazione per garantire un futuro energetico pulito, competitivo e “made in Europe”.






