Bruxelles, 21 aprile 2026 – Nel corso dell’incontro tenutosi oggi in Lussemburgo, l’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha fatto il punto sulle posizioni degli Stati membri riguardo al conflitto in Medio Oriente e alle relazioni con Israele e l’Iran.
Kallas: “Nessun cambiamento unanime sulla posizione Ue verso Israele”
Durante il Consiglio, alcuni Paesi membri hanno avanzato proposte radicali come la sospensione totale o parziale dell’accordo di associazione Ue-Israele e l’introduzione di restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani. Tuttavia, a causa della mancanza di consenso unanime, tali proposte non sono state approvate. Kallas ha sottolineato che le discussioni proseguiranno nelle prossime settimane, ma per le misure che richiedono la maggioranza qualificata è necessario un cambiamento di posizione da parte degli Stati, che oggi non si è verificato.
L’alto rappresentante ha inoltre ribadito che i negoziati diplomatici continuano, nonostante la complessità della situazione regionale, e ha invitato gli Stati membri a mantenere un approccio unitario e costruttivo.
Spinta al 20esimo pacchetto di sanzioni
Kallas ha poi evidenziato il nuovo slancio post-elezioni in Ungheria per accelerare l’adozione del 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, sottolineando la necessità di riesaminare anche le decisioni bloccate, come l’apertura dei cluster di negoziazione con l’Ucraina e il fondo europeo per la pace.
Sul fronte culturale, Kallas ha definito “moralmente sbagliato” il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia, ricordando che mentre Mosca continua a bombardare musei e a distruggere siti culturali in Ucraina, non dovrebbe essere concessa alcuna legittimità all’esposizione delle opere russe. L’Unione Europea, ha annunciato, intende tagliare i finanziamenti in risposta a questa decisione.
Questi sviluppi si inseriscono in un quadro geopolitico sempre più complesso, dove la tensione tra Israele e Iran si è acuita con recenti attacchi e contro-azioni militari, su cui l’Ue continua a monitorare con attenzione mantenendo l’impegno per la diplomazia e la stabilità regionale.






