Bruxelles, 20 aprile 2026 – L’Unione europea rilancia con determinazione l’innovazione tecnologica nel settore dell’aviazione per ridurre la dipendenza energetica da Paesi come Russia e Iran, puntando su aerei elettrici e a idrogeno. La svolta è stata annunciata dal Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, durante il suo intervento all’assemblea generale dell’Alleanza per l’aviazione a emissioni zero (AZEA), un’iniziativa strategica che mira a rivoluzionare i cieli europei entro il 2050.
La roadmap verso un’aviazione a emissioni zero
L’Alleanza UE per l’aviazione a emissioni zero, coordinata dalla Direzione generale per l’industria della difesa e lo spazio (DEFIS), ha presentato una tabella di marcia ambiziosa che punta a immettere in servizio almeno 20.000 aeromobili ibridi elettrici o a idrogeno entro il 2050. Kubilius ha sottolineato che questa trasformazione non rappresenta solo una rivoluzione tecnologica, ma anche infrastrutturale, con la necessità di adeguare aeroporti e sistemi di gestione del traffico aereo per supportare i nuovi velivoli.
L’utilizzo di propulsioni elettriche e a idrogeno consentirà di eliminare completamente le emissioni di CO2 in volo, riducendo drasticamente l’impatto ambientale dell’aviazione, settore responsabile di circa il 4% del riscaldamento globale. Oltre a migliorare la sostenibilità, questa transizione ridurrà la dipendenza europea dai carburanti fossili provenienti da aree geopoliticamente instabili, garantendo maggiore autonomia energetica e sicurezza per il continente.
Disponibilità attuale e investimenti futuri
Nonostante le preoccupazioni sollevate recentemente dall’Agenzia internazionale per l’energia riguardo a potenziali criticità nella disponibilità di carburanti per aerei, una portavoce della Commissione europea ha rassicurato che al momento non si registrano carenze nell’UE e che le scorte e la capacità di raffinazione sono adeguate. Il gruppo di coordinamento sul petrolio continuerà a monitorare attentamente la situazione per prevenire eventuali crisi.
Parallelamente, l’UE ha avviato investimenti e iniziative per aumentare la produzione e l’uso di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF), anche se attualmente rappresentano meno dello 0,1% del totale e sono più costosi rispetto ai carburanti tradizionali. Inoltre, si lavora al miglioramento delle rotte aeree per ottimizzare i consumi e ridurre le emissioni.
L’Alleanza per l’aviazione a emissioni zero conta già oltre 70 membri, inclusi aeroporti italiani come Bologna e Torino Caselle, e punta a coinvolgere l’intero ecosistema industriale per sostenere innovazione, investimenti e regolamentazione. La Commissione europea stima che entro il 2050 i velivoli a emissioni zero nei cieli europei saranno almeno 26.000, con un mercato del valore di circa 5 trilioni di euro, comprendente anche mezzi per la mobilità aerea urbana e droni.
Questa strategia integrata rappresenta un passo cruciale per la sostenibilità e l’autonomia energetica europea nel settore dell’aviazione, in linea con gli obiettivi climatici e di sicurezza del continente.






