Barletta, 20 aprile 2026 – La città di Barletta continua a fare i conti con la tragica vicenda di Jacopo Musci, il 49enne senza fissa dimora deceduto lo scorso 11 aprile dopo una brutale aggressione. Il Comune ha diffuso una nota per chiarire il percorso di accoglienza e assistenza che ha accompagnato gli ultimi mesi di vita di Jacopo, sottolineando l’impegno di numerosi enti e associazioni locali.
Jacopo Musci: assistenza e accoglienza a Barletta
Secondo quanto riportato dal Comune di Barletta, Jacopo è stato accolto dalla comunità cittadina fin dal suo arrivo, circa sei mesi fa. Le istituzioni, i servizi sociali, la Chiesa locale e la popolazione hanno garantito al 49enne un supporto costante, offrendo un pasto caldo e un letto nel dormitorio cittadino. Tra i soggetti impegnati nel suo sostegno figurano il comitato cittadino della Croce Rossa, la Caritas diocesana e il parroco della chiesa di San Benedetto, don Angelo Dipasquale.
Nonostante questa rete di supporto, la vita di Jacopo è rimasta segnata dalla precarietà e dall’esclusione sociale. La sua storia è stata seguita con attenzione dall’Ambulatorio popolare, un’associazione che ha iniziato a costruire un legame con lui solo poco prima del tragico evento. La famiglia di Jacopo ha inoltre espresso il desiderio di evitare manifestazioni pubbliche, per rispetto della sua dignità.
Aggressione mortale e indagini
Le forze dell’ordine hanno fermato il presunto autore dell’aggressione: un uomo di 47 anni, accusato di omicidio volontario aggravato. Le immagini di alcune telecamere di sorveglianza nella zona attorno alla stazione ferroviaria di Barletta hanno ripreso la violenta discussione e il successivo pestaggio, durante il quale Jacopo è stato colpito ripetutamente alla testa con calci, pugni e schiaffi.
Trasportato d’urgenza all’ospedale Dimiccoli di Barletta, Jacopo è stato ricoverato in Rianimazione a causa di un grave trauma cranico, con diagnosi di ematoma epidurale e coma. Purtroppo, nonostante le cure, è deceduto poche ore dopo. Il 47enne arrestato ha ammesso di nutrire un forte risentimento verso la vittima, ma alla base dell’aggressione vi sarebbero motivi futili.
L’episodio ha suscitato una profonda riflessione sulla condizione delle persone senza dimora a Barletta, un tema spesso trascurato fino al manifestarsi di tragedie di questo tipo. L’Ambulatorio popolare ha sottolineato come la morte di Jacopo rappresenti un campanello d’allarme sulle carenze del sistema di protezione sociale, che lascia molti senza fissa dimora privi di sostegno e alternative concrete.
