Bruxelles, 5 maggio 2026 – Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) lancia un allarme sui rischi economici che gravano sull’Eurozona a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia. Nel suo ultimo outlook, l’Fmi evidenzia come il caro-energia stia influenzando negativamente la crescita economica e il potere d’acquisto delle famiglie europee, con impatti particolarmente significativi per l’Italia.
Scenario economico per l’Eurozona: crescita rallentata e inflazione in aumento
Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, la crescita economica nell’Eurozona si attesterà all’1,1% nel 2026 e all’1,2% nel 2027, con un’inflazione che salirà al 2,6% nel 2026 per poi diminuire al 2,2% nel 2027. Tuttavia, lo scenario di rischio “grave” delineato ad aprile dal Fmi prevede che l’area euro possa avvicinarsi ad una recessione, in un contesto di crescente pessimismo dei mercati finanziari, soprattutto in relazione ai prezzi dell’energia. Il Fondo sottolinea che i rischi al ribasso stanno aumentando e che i mercati si stanno orientando verso un possibile peggioramento della situazione energetica.
Impatto del caro energia sulle famiglie italiane ed europee
L’analisi presentata da Oya Celasun, vicedirettore per l’Europa del Fondo Monetario Internazionale, durante l’Eurogruppo, evidenzia le conseguenze dirette sui bilanci delle famiglie. Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Unione Europea perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio. Tuttavia, l’impatto varia sensibilmente tra i paesi: la Slovacchia subirà una perdita media di circa 620 euro, mentre la Svezia ne registrerà una di 134 euro.
Per l’Italia, il costo aggiuntivo stimato del caro-energia è di 450 euro per famiglia nello scenario base, ma potrebbe arrivare a ben 2.270 euro nello scenario grave delineato dal Fmi ad aprile. Questi dati evidenziano come l’aumento dei prezzi energetici rappresenti una pressione crescente sulle economie domestiche italiane, riducendo la capacità di spesa e incidendo negativamente sul benessere delle famiglie.
L’Fmi mette in guardia dunque da una possibile combinazione di rallentamento economico e inflazione elevata, che potrebbe mettere a dura prova la stabilità finanziaria e sociale dell’area euro nel prossimo biennio.






