Roma, 5 maggio 2026 – Un recente studio internazionale, guidato dall’Università di Trento e pubblicato sulla rivista Brain, ha evidenziato il ruolo cruciale delle cellule gliali, le cellule assistenti dei neuroni, nella progressione della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). La ricerca, che ha coinvolto 51 ricercatori di diversi Paesi, tra cui Italia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Libano e Giappone, rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione dei meccanismi cellulari alla base di questa malattia neurodegenerativa.
Le cellule gliali: un supporto fondamentale per i neuroni
La SLA è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, le cellule nervose responsabili dei movimenti muscolari volontari, portando a una progressiva paralisi muscolare. Nonostante la complessità della malattia e la sua eterogeneità, lo studio coordinato da Manuela Basso ha messo in luce come le cellule gliali, che normalmente nutrono e proteggono i neuroni, cambino comportamento nel corso della malattia.
“Abbiamo rilevato che, in momenti differenti della malattia, queste cellule si comportano diversamente,” spiega la ricercatrice Basso. Nelle fasi iniziali, le cellule gliali perdono le specializzazioni necessarie per il supporto neuronale, mentre nelle fasi avanzate si osserva un aumento generalizzato dell’infiammazione. Questo cambiamento è determinato dall’iperattività di un fattore chiamato Myc, che induce un comportamento anomalo nelle cellule gliali.
Implicazioni per diagnosi e terapie future per la Sla
La ricerca apre nuove prospettive per lo sviluppo di tecniche diagnostiche più precise e per l’individuazione di terapie mirate, agendo su questi meccanismi cellulari. Al progetto hanno partecipato anche importanti istituti italiani, tra cui le Università di Torino, Milano, Genova, Modena e Reggio Emilia, Padova, il Centro Internazionale per l’Ingegneria Genetica e le Biotecnologie di Trieste, l’Istituto Mario Negri di Milano e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste.
La SLA, nota anche come malattia del motoneurone, interessa circa 6.000 persone in Italia e si manifesta con una progressiva perdita della funzione muscolare, pur risparmiando le funzioni cognitive e sensoriali nella maggior parte dei casi. Attualmente non esiste una cura risolutiva, ma la comprensione dei processi che coinvolgono le cellule gliali rappresenta un importante avanzamento nella lotta contro questa malattia.





