Roma, 28 aprile 2026 – Con l’avvicinarsi della scadenza del taglio sulle accise sui carburanti previsto per il 1° maggio, il Codacons lancia l’allarme sui prezzi di benzina e gasolio, che rischiano di raggiungere livelli record in Italia, collocando il Paese al vertice della classifica europea del caro-carburante.
Prezzi in aumento dopo la fine dello sconto sulle accise
Secondo il Codacons, dal 2 maggio il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria salirà a 2,30 euro al litro, mentre sulle autostrade raggiungerà una media di 2,36 euro al litro. Per quanto riguarda la benzina, si prevede un aumento a 1,98 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,03 euro sulle autostrade. Tali valori rappresenterebbero un rialzo significativo, dovuto alla prevista cessazione dello sconto sulle accise di 24,4 centesimi di euro, introdotto dal governo il 18 marzo 2026 e prorogato lo scorso 3 aprile.
Il Codacons sottolinea che, senza ulteriori interventi, l’Italia si troverebbe con il prezzo del diesel più alto d’Europa, superando i Paesi Bassi, che attualmente registrano un costo medio di 2,296 euro al litro. Questa situazione si tradurrà in un impatto economico pesante per gli automobilisti italiani: un pieno di carburante costerà in media 12,2 euro in più, con un aumento complessivo stimato in circa 15,6 milioni di euro al giorno per i rifornimenti su strade e autostrade italiane.
La richiesta del Codacons al governo
L’associazione dei consumatori evidenzia che i prezzi attuali di benzina e gasolio sono ancora troppo elevati e sollecita il governo ad individuare al più presto nuove risorse per prorogare lo sconto sulle accise. Il fine è evitare che l’Italia diventi il Paese europeo con i costi più alti per il gasolio, con conseguenze dirette sulle famiglie e sull’economia nazionale.
Il Codacons, fondato nel 1986 e attivo nella tutela dei consumatori e dell’ambiente, continua così la sua battaglia per la difesa degli interessi degli utenti, promuovendo iniziative e sollecitando interventi istituzionali per contenere i costi energetici che gravano sulle famiglie italiane.





