Roma, 4 maggio 2026 – La Procura di Roma ha avviato un’indagine per sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio in relazione all’abbordaggio da parte delle autorità israeliane della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria composta da 22 imbarcazioni dirette a Gaza, intercettata la notte del 29 aprile 2025 al largo di Creta, in acque internazionali. Il fascicolo, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con il pm Stefano Opilio, procede al momento contro ignoti e prevede l’inoltro di una rogatoria internazionale ad Israele per acquisire ulteriori elementi.
Indagini in corso e ascolto degli attivisti italiani sulla Flotilla
Gli inquirenti romani stanno approfondendo le denunce presentate dal team legale della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, che ipotizzano anche i reati di tentato omicidio e tortura nei confronti degli attivisti coinvolti. Nelle prossime settimane saranno ascoltati i 36 partecipanti italiani per ricostruire dettagliatamente le fasi della navigazione, gli attacchi con droni in due episodi distinti e gli eventi successivi all’abbordaggio da parte delle forze israeliane, fino al rimpatrio. Le denunce sottolineano le modalità violente dell’intervento israeliano, definito dagli attivisti come un vero e proprio “sequestro” delle imbarcazioni.
In particolare, presso la Procura di Roma sono giunti tre esposti, di cui due riguardanti la situazione di Thiago de Avila e Saif Abukeshek, attivisti attualmente detenuti in Israele dopo essere stati prelevati mentre si trovavano a bordo di imbarcazioni italiane della missione. La detenzione dei due è stata prorogata dal Tribunale di Ashkelon e prosegue in carcere nel penitenziario di Shikma, dove continuano uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione e i presunti maltrattamenti subiti.
Il caso degli attivisti detenuti e le tensioni diplomatiche
Thiago de Avila, noto attivista brasiliano e figura di spicco nella lotta umanitaria per Gaza, e Saif Abukeshek sono stati immortalati in aula con catene ai piedi e manette, mentre Israele nega fermamente le accuse di tortura, definendole “false e infondate” e giustificando l’uso della forza come necessario per sedare proteste violente durante il trasferimento alle autorità greche.
Il team legale che assiste gli attivisti ha denunciato gravi abusi fisici, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare, contestando anche la legittimità delle accuse mosse dalle autorità israeliane, che includono reati quali assistenza al nemico, contatti con agenti stranieri e appartenenza a organizzazioni terroristiche, ritenuti senza fondamento giuridico per azioni compiute in acque internazionali.
Nel frattempo, il ministero degli Esteri spagnolo ha richiesto il rilascio immediato di Saif Abukeshek, attivista palestinese con cittadinanza spagnola, mentre in Italia è rientrato Tony La Piccirella, attivista italiano che era stato trattenuto in isolamento sulla nave cargo che ha portato gli attivisti in Grecia.
L’episodio ha suscitato reazioni politiche anche nel nostro Paese: il deputato Angelo Bonelli di Europa Verde ha proposto una denuncia collettiva da parte di tutti i parlamentari italiani, invitando il governo Meloni a dimostrare discontinuità rispetto all’attuale politica di copertura nei confronti del premier israeliano Netanyahu. Il deputato Pd Arturo Scotto ha parlato di un “accanimento senza precedenti” contro attivisti impegnati in una missione umanitaria.
Le motivazioni della missione e il contesto umanitario
La Global Sumud Flotilla è partita nell’estate del 2025 con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano su Gaza, definito dagli attivisti e da numerose organizzazioni internazionali illegittimo e responsabile di una crisi umanitaria grave che dura da oltre due anni, con conseguenze devastanti sulla popolazione civile. La missione ha portato aiuti medici, alimentari e di igiene e ha mobilitato piazze in Italia e nel mondo a sostegno del popolo palestinese.
Gli organizzatori della missione hanno sottolineato che l’apertura dell’indagine da parte della Procura di Roma rappresenta un primo passo importante per accertare le responsabilità degli abusi e degli attacchi subiti dalla missione pacifica. La denuncia del cosiddetto “genocidio a Gaza”, con bombardamenti sistematici su ospedali, scuole e rifugi, è al centro delle rivendicazioni della Flotilla, che intende mantenere alta l’attenzione internazionale sulla drammatica situazione umanitaria.
Gli sviluppi dell’indagine della Procura di Roma saranno ora determinanti per chiarire gli aspetti giuridici e fattuali dell’operazione israeliana contro la Global Sumud Flotilla e per garantire il rispetto dei diritti degli attivisti coinvolti.






