Creta, 1 maggio 2026 – Gli attivisti della Global Sumud Flotilla, intercettati in acque internazionali dalle forze israeliane e successivamente sbarcati a Creta, denunciano di essere stati sottoposti a 40 ore di soprusi a bordo di una nave militare israeliana. La notizia è stata diffusa tramite un comunicato ufficiale pubblicato sui social media, accompagnato da un video con le testimonianze dirette dei partecipanti.
Denunce di maltrattamenti a bordo della nave israeliana
Secondo quanto riportato dalla Global Sumud Flotilla, gli attivisti sono stati sottoposti a condizioni disumane, tra cui la negazione di cibo e acqua in quantità sufficiente, e sono stati costretti a dormire sul pavimento, ripetutamente allagato. Nel comunicato si racconta di un episodio in cui i militari israeliani hanno tentato di sequestrare due partecipanti, Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, ma il tentativo è stato contrastato con una resistenza pacifica da parte degli altri attivisti. La risposta militare sarebbe stata violenta, con l’uso di pugni, calci e il trascinamento di persone con le mani legate dietro la schiena. Tra i feriti, si segnalano casi di nasi rotti, costole incrinate e pestaggi, con la denuncia di spari esplosi durante l’operazione.
Global Sumud Flotilla, la situazione dopo lo sbarco a Creta
Una volta sbarcati a Creta, gli attivisti hanno denunciato che la polizia greca avrebbe trattenuto l’equipaggio su un autobus, impedendo loro di lasciare il luogo. Circa 60 membri della flottiglia hanno iniziato uno sciopero della fame, protesta contro le condizioni subite e in solidarietà ai compagni. Nel comunicato si definisce l’episodio come un “attacco violento contro civili pacifici” e si chiede la loro liberazione immediata e la responsabilità internazionale.
La Global Sumud Flotilla è una coalizione umanitaria internazionale fondata nell’agosto 2025, composta da attivisti provenienti da 67 paesi e più di 15.000 partecipanti registrati. Il movimento si prefigge di rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza, portando aiuti umanitari e stabilendo un corridoio di soccorso. Una prima flottiglia di oltre 40 imbarcazioni è stata intercettata il 1° ottobre 2025 dalle forze israeliane in acque internazionali, in una serie di abbordaggi armati che hanno portato al sequestro delle navi e alla cattura di tutti i passeggeri.
Gli attivisti sono da sempre impegnati in una protesta pacifica internazionale per denunciare la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e chiedere il rispetto del diritto internazionale umanitario.






