Islamabad, 4 maggio 2026 – Prosegue l’operazione di rimpatrio dei marinai della nave portacontainer iraniana “Touska”, coinvolta nel contesto del blocco navale statunitense nel Golfo dell’Oman. Secondo quanto riferito da Islamabad, ventidue membri dell’equipaggio sono stati evacuati e trasferiti in Pakistan, in un’azione coordinata con le autorità iraniane e statunitensi.
Rimpatrio coordinato e consegna in Iran
Il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha annunciato che i marinai, trattenuti a bordo della nave “Touska” dopo il suo sequestro da parte delle forze statunitensi lo scorso aprile, sono giunti ieri sera a Islamabad con un volo aereo. Il trasferimento rappresenta un “passo avanti verso la costruzione della fiducia regionale”, ha sottolineato Dar, precisando che oggi i marinai saranno riconsegnati alle autorità iraniane.
Parallelamente, la nave “Touska” verrà riportata nelle acque territoriali pakistane e restituita ai proprietari originali dopo il completamento delle riparazioni necessarie. L’operazione si è svolta con il supporto congiunto di Islamabad, Teheran e Washington, confermando l’impegno del Pakistan a facilitare il dialogo e la mediazione per la pace e la sicurezza nell’area.
Contesto del sequestro e situazione dell’equipaggio
La portacontainer “Touska”, di proprietà iraniana, era stata fermata dagli Stati Uniti due settimane fa mentre tentava di forzare il blocco navale imposto nello Stretto di Hormuz durante il conflitto in corso tra Iran e Stati Uniti. Il comandante della nave e 28 membri dell’equipaggio erano stati trattenuti a bordo.
Fino ad oggi, 15 membri dell’equipaggio sono già rientrati in Iran, sei erano stati rilasciati precedentemente, mentre sette si trovano ancora in Pakistan. Il sequestro della “Touska” si inserisce in un quadro più ampio di tensioni nel Golfo, dove le operazioni militari e le restrizioni commerciali continuano ad alimentare un clima di instabilità.
L’episodio riflette le complesse dinamiche geopolitiche tra Iran, Stati Uniti e paesi della regione, con il Pakistan che assume un ruolo di mediatore nelle delicate questioni di sicurezza marittima e rimpatrio degli equipaggi coinvolti nel conflitto.






