Roma, 27 aprile 2026 – Il dibattito sul possibile commissariamento della FIGC in seguito all’inchiesta penale che coinvolge il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha trovato una netta presa di posizione da parte dell’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo. Intervenuto a Radio Anch’io Lo Sport, Grassani ha escluso che vi siano al momento elementi tecnici e giuridici per procedere con un commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Commissariamento della FIGC: le parole di Grassani
Secondo Grassani, le reazioni che si sono registrate sono principalmente “emozionali e di pancia”. Dal punto di vista tecnico, l’unico organismo che potrebbe essere commissariato è l’Associazione Italiana Arbitri (AIA), mentre la situazione attuale della FIGC, con un presidente dimissionario e in attesa di elezioni, non giustifica un intervento di commissariamento. L’avvocato sottolinea inoltre che la politica deve rispettare l’autonomia dell’ordinamento sportivo e non può interferire con tali decisioni.
Grassani si è anche espresso rispetto al ruolo del CONI, che potrebbe eventualmente intervenire, ma ha definito questa ipotesi “abbastanza improbabile”. Ha invece confermato che la giustizia sportiva si muoverà rapidamente: il procuratore federale Chiné ha già richiesto gli atti e istruirà il procedimento con la massima serenità, basandosi su fatti di una certa gravità secondo l’ipotesi accusatoria.
L’indagine penale e le implicazioni per l’Inter e il sistema arbitrale
L’inchiesta riguarda principalmente due tesserati AIA, Gianluca Rocchi e Gervasoni, senza coinvolgere società sportive, dirigenti, calciatori o allenatori. Grassani ha chiarito che, sotto il profilo sportivo, l’Inter e gli altri club potenzialmente interessati sono estranei alle accuse. La difesa di Rocchi ha definito l’inchiesta “anomala”, sottolineando l’assenza di altri soggetti formalmente indagati, anche se l’ipotesi accusatoria contempla la possibile partecipazione di ulteriori persone.
Grassani ha infine evidenziato che, in ambito sportivo, Rocchi e Gervasoni non possono avvalersi della facoltà di non rispondere, ma sono obbligati a collaborare con la procura federale. Si attendono a breve “attività molto incisive” per valutare la fondatezza delle ipotesi accusatorie che, a suo dire, mettono in luce “elementi di criticità e di profonda debolezza di un sistema arbitrale”.





