Milano, 28 aprile 2026 – Prosegue l’attenzione sull’inchiesta arbitrale che coinvolge Gianluca Rocchi, noto designatore arbitrale attualmente autosospeso per un’indagine della Procura di Milano relativa al mondo sportivo. È stato reso noto oggi che Rocchi non parteciperà all’interrogatorio previsto per giovedì, decisione comunicata dal suo legale, avvocato Antonio D’Avirro.
Rocchi rinuncia all’interrogatorio per mancanza di accesso al fascicolo
Il legale di Rocchi ha spiegato che, sebbene l’arbitro si fosse mostrato disponibile a presentarsi, la decisione di rinunciare all’interrogatorio è stata presa per tutelare l’efficacia della difesa: “Non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo”, ha dichiarato D’Avirro in una nota. Rocchi, ex arbitro di alto profilo e designatore dal 2021, si trova coinvolto in una delicata fase dell’inchiesta, che ha allargato il numero degli indagati oltre la sua persona.
Solidarietà e fiducia nella giustizia da parte del presidente AIA Antonio Zappi
In questo contesto, interviene anche Antonio Zappi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), che ha recentemente ricevuto una inibizione di 13 mesi per vicende legate a nomine arbitrali, e che ha espresso la sua posizione riguardo all’inchiesta di Milano: “Ho fiducia nella giustizia, siamo all’ultimo grado della giustizia sportiva e la affrontiamo con grande speranza”. Zappi ha dichiarato di aver manifestato solidarietà a Rocchi e a un altro indagato, Gervasoni, sottolineando l’importanza di affrontare con serenità e fiducia le indagini e auspicando una rapida risoluzione della vicenda.
Nel frattempo, il programma televisivo Open Var, condotto da Dino Tommasi, designatore ad interim, continua a esaminare i casi VAR della giornata di campionato, offrendo un’analisi trasparente e professionale in un momento di particolare tensione nel mondo arbitrale.
L’inchiesta, monitorata con attenzione dalla Procura di Milano, rappresenta un momento cruciale per il sistema arbitrale italiano, che attraversa una fase complessa sia sotto il profilo giudiziario sia sotto quello dell’immagine pubblica. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire le posizioni di tutti gli indagati e per definire gli sviluppi del procedimento.
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