Milano, 27 aprile 2026 – Il fascicolo sull’ipotesi di frode sportiva legata al sistema arbitrale continua a far registrare sviluppi a Milano, dove in Procura cresce la tensione attorno alla gestione dell’indagine. Al momento risultano cinque gli indagati di cui sono stati resi noti i nomi, ma gli iscritti nel registro sarebbero in realtà un numero più elevato, anche a causa di contestazioni formulate in concorso con più soggetti.
L’indagine sugli arbitri
L’inchiesta, coordinata dal pm Maurizio Ascione e condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di finanza, si concentra su diverse ipotesi di frode sportiva e falso. Secondo quanto trapela, il procedimento potrebbe essersi sviluppato anche a partire da una denuncia presentata nel 2024 da un avvocato e tifoso veronese dopo la partita Inter-Verona, disputata nel gennaio di due anni fa e finita al centro delle polemiche per un episodio su un contatto in area del difensore Bastoni. Nel fascicolo è confluito anche l’esposto dell’ex guardalinee di Serie A Domenico Rocca, ascoltato come testimone lo scorso luglio.
I nomi finiti sotto indagine
Tra gli indagati figurano il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi, insieme agli addetti Var Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. A questi si aggiunge Daniele Paterna, che risponde invece di false informazioni al pubblico ministero. Le contestazioni si riferiscono a diversi episodi del campionato, con ipotesi di condizionamento delle designazioni e delle decisioni tecniche.
Le contestazioni a carico di Rocchi e Gervasoni
Per Rocchi, le accuse di frode sportiva riguardano più situazioni distinte: un presunto condizionamento attraverso comunicazioni con la sala Var durante Udinese-Parma del 1° marzo 2025, una designazione arbitrale ritenuta favorevole all’Inter nella trasferta di Bologna del 20 aprile 2025 e presunti interventi per evitare che l’arbitro Daniele Doveri dirigesse gare considerate decisive nella fase finale della stagione, inclusa un’eventuale finale di Coppa Italia. In due di queste circostanze, il pm ipotizza un accordo maturato allo stadio San Siro il 2 aprile 2025 con più persone.
Per Gervasoni, invece, l’indagine si concentra su Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, partita in cui un rigore inizialmente assegnato agli emiliani sarebbe stato successivamente revocato dopo l’intervento della sala Var.
Le posizioni degli altri indagati
La posizione di Paterna si è aggravata dopo essere stato sentito come testimone proprio sul caso Udinese-Parma: il verbale è stato sospeso e successivamente è scattata l’iscrizione per false dichiarazioni. Di Vuolo risulta coinvolto in relazione alla gara Inter-Verona, in quanto assistente Var. Luigi Nasca, invece, è indicato come Var sia in quella partita sia in Salernitana-Modena.
Clima teso negli uffici giudiziari milanesi
Sul piano procedurale, nelle ultime settimane si registra un clima di crescente tensione all’interno della Procura di Milano, che secondo quanto filtra sarebbe legato anche alla gestione interna del fascicolo e ai rapporti tra magistrati e vertici dell’ufficio. Non risultano, tuttavia, comunicazioni ufficiali recenti: l’ultima risale al 25 aprile, giorno in cui sono stati notificati gli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni. Da allora non sono stati diffusi ulteriori aggiornamenti formali.





