Milano, 30 aprile 2026 – A quasi un anno dal suo addio all’Inter, Simone Inzaghi, attuale tecnico dell’Al-Hilal, torna a parlare con franchezza del suo periodo alla guida dei nerazzurri, svelando retroscena e riflessioni su quella stagione intensa e controversa. In un’intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport, il tecnico piacentino ha ricostruito il suo rapporto con la società, la squadra, e il mondo arbitrale, affrontando anche temi legati al presente del calcio italiano e alla propria carriera.
Le verità di Simone Inzaghi sull’esperienza all’Inter
Simone Inzaghi ha ricordato con orgoglio la stagione alla guida dell’Inter, non senza rimpianti: “L’anno scorso avevamo un sogno: il triplete. Alla fine abbiamo pagato le 23 partite in più giocate rispetto al Napoli. Ma rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere su tutti i fronti. Le serate contro Bayern e Barcellona rimarranno indelebili, sono state vittorie forse irripetibili”. Il tecnico ha spiegato di aver deciso di lasciare la squadra due giorni dopo la finale di Champions League persa contro il PSG, in un incontro con Giuseppe Marotta, sottolineando come sentisse che un ciclo si fosse chiuso.
Inzaghi ha anche affrontato la spinosa questione degli errori arbitrali che, a suo avviso, hanno pesantemente condizionato la stagione nerazzurra: “L’Inter ha perso molti punti a causa di decisioni arbitrali sbagliate nel campionato e nella Supercoppa. È sorprendente essere tirati in mezzo a inchieste in cui siamo stati penalizzati, non favoriti. Non accuso nessuno, ma resta il dispiacere di aver perso lo scudetto per un punto”.
Il presente e il futuro di Inzaghi e dell’Inter
Nonostante l’addio, Inzaghi ha speso parole di stima per l’Inter attuale e il lavoro di Cristian Chivu, allenatore che ha ereditato la squadra: “Sono stati molto bravi a vincere lo scudetto, non è mai facile. Chivu ha dimostrato capacità e personalità, conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle qualità dei giocatori. Ora è giusto che l’Inter festeggi e punti a vincere la finale di Coppa Italia”.
Dal canto suo, Simone Inzaghi sta vivendo una nuova avventura in Arabia Saudita con l’Al-Hilal, dove ha ancora un anno di contratto e un entusiasmo crescente: “Non ero mai stato lontano dall’Italia, questa esperienza mi sta arricchendo sia umanamente che professionalmente”.
Visioni sul calcio italiano e proposte per il futuro
L’ex tecnico nerazzurro ha espresso un giudizio critico sul recente flop dell’Italia ai Mondiali, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale: “I problemi vanno affrontati dalla base, con un salto in avanti nella mentalità, già nei vivai. Il calcio deve puntare sul coraggio e sulla qualità del gioco, non solo sulla vittoria a tutti i costi”.
Tra le sue proposte più rilevanti, Inzaghi suggerisce di rivedere il format della Serie A, pur ammettendo che si tratterebbe di scelte dolorose ma necessarie per migliorare il futuro del calcio italiano. Infine, ha ribadito l’importanza di valorizzare gli istruttori giovanili, veri artefici della crescita tecnica dei talenti: “Sono grato a molti allenatori, ma soprattutto a quelli che mi hanno cresciuto nel settore giovanile, senza di loro non sarei diventato Simone Inzaghi”.






