Roma, 5 maggio 2026 – In un’intervista rilasciata a Tagadà su La 7, la segretaria del Partito Democratico (PD), Elly Schlein, ha commentato con chiarezza i recenti sviluppi interni al partito e la situazione politica nazionale e internazionale. La leader dem non ha nascosto il suo rammarico per l’uscita di Marianna Madia, riconoscendo il suo ruolo storico e personale: «Madia è stata anche mia compagna di banco quando sono arrivata». Tuttavia, ha sottolineato che le idee riformiste continueranno ad avere piena cittadinanza nel PD, un partito che, pur plurale, intende mantenere posizioni politiche chiare e decise, confermandosi il perno della coalizione progressista.
Il PD tra pluralismo e chiarezza politica
Schlein ha ribadito il suo impegno per un Partito Democratico inclusivo ma con un posizionamento netto, contraddistinto da un’unità che rispetta il pluralismo interno. Alla domanda su un possibile esodo dal partito, la segretaria si è mostrata serena: «Non penso ci sia un pericolo di esodo dal PD. Continueremo a lavorare in una logica unitaria e chiara, quella che ha convinto tanti a ridarci fiducia». Tale affermazione riflette il suo percorso politico, iniziato nel 2013 e culminato con la sua elezione a segretaria nel marzo 2023, prima donna e più giovane a guidare il partito.
In merito alle critiche rivolte da esponenti politici di altri schieramenti, Schlein ha definito «ignobili» le dichiarazioni di Ignazio La Russa sulla Flotilla, sottolineando la gravità di tali affermazioni provenienti dalla seconda carica dello Stato. Inoltre, ha espresso un giudizio critico sull’attuale governo nazionale, definendolo «fra i più longevi ma senza risultati tangibili per migliorare la vita degli italiani».
Relazioni internazionali e posizione su Trump
Sul fronte internazionale, Schlein ha manifestato cautela riguardo agli annunci di Donald Trump sul possibile ritiro dei soldati americani dall’Europa, definendoli «non affidabili». Ha inoltre criticato la presidente Giorgia Meloni per la contraddizione tra la sua opposizione a una difesa europea comune e le preoccupazioni legate agli Stati Uniti. A proposito del presidente statunitense, ha condannato senza mezzi termini i suoi comportamenti: «Trump è un bullo prepotente che ha sferrato un attacco senza precedenti al Papa. Le sue falsità non possono essere tollerate». Schlein ha ribadito il mantenimento di un solido asse storico con gli Stati Uniti, ma senza cedere al nazionalismo e alle guerre portate avanti da Trump.






