Bologna, 5 maggio 2026 – Dopo una vicenda che ha suscitato forte preoccupazione a livello internazionale, tornano a Bologna due attivisti dei Municipi sociali, membri degli equipaggi della Global Sumud Flotilla, missione umanitaria bloccata dalla Marina israeliana in acque internazionali la scorsa settimana. Al loro arrivo all’aeroporto Marconi, gli attivisti hanno denunciato durissime condizioni di detenzione e violenze subite durante la cattura.
Denunce sulle condizioni detentive e violenze subite
Gli attivisti hanno descritto scenari inquietanti: “Nei prossimi giorni discuteremo delle condizioni detentive e racconteremo la violenza che abbiamo visto agire nei confronti di chi chiedeva solo acqua, cibo o assorbenti: sono delle bestie”, hanno dichiarato. Hanno riferito di essere stati messi in “fila indiana in gruppi di dieci per essere contati e portati fuori dai container”, un’immagine che ha evocato “le persone costrette nei campi di concentramento”. Inoltre, hanno raccontato di un assalto a bordo della loro imbarcazione da parte di un gruppo di cinque o sei persone con un cane al guinzaglio.
Alla loro accoglienza a Bologna erano presenti attivisti del collettivo Labas, che hanno ricordato come “gli attivisti sono stati rapiti alle coste di Creta, in acque internazionali ed europee”, sottolineando la gravità del fatto e paragonandolo a un rapimento in territorio italiano. Preoccupazione è stata espressa anche per due altri membri della flottiglia, Thiago e Saif, le cui imbarcazioni battevano bandiera italiana e che risultano ancora detenuti con prolungamento della detenzione fino al 10 maggio. Per loro si teme “torture e violazioni fisiche e psicologiche”, con condizioni di luce violenta che impedirebbero il sonno.
La Global Sumud Flotilla e il contesto internazionale
La Global Sumud Flotilla (GSF), nata nel 2025, è una coalizione umanitaria internazionale composta da attivisti provenienti da 67 paesi, con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza e fornire aiuti umanitari alla popolazione palestinese. La flottiglia ha affrontato difficoltà e resistenze fin dall’inizio, con numerosi tentativi di raggiungere Gaza intercettati dalle forze israeliane, talvolta con episodi di violenza.
La missione più recente è terminata con l’intercettazione in acque internazionali e la cattura di tutti i passeggeri, che sono stati portati in Israele e trattenuti. La vicenda ha acceso proteste e richieste di intervento a livello europeo e italiano. Gli attivisti hanno anche replicato alle critiche del presidente del Senato italiano, Ignazio La Russa, definendo le sue parole “un atto propagandistico di questa destra che sposta il focus dall’illegittimità dello Stato di Israele in acque internazionali”.
Domani alle 18 al Labas è prevista la proiezione di un documentario sulla prima missione della Flotilla, durante la quale gli attivisti racconteranno anche della loro detenzione, con l’intento di mantenere alta l’attenzione sulla situazione e sollecitare il governo italiano a schierarsi per la liberazione di tutti i membri trattenuti.






