Roma, 4 maggio 2026 – In occasione del 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto un sentito riconoscimento alla brigata Sassari impegnata nella missione Unifil in Libano, definendola “l’ultimo strumento sul campo di cui la comunità internazionale dispone per promuovere una risoluzione pacifica della grave crisi in atto”. In un incontro al Quirinale con una rappresentanza dell’Esercito, il Capo dello Stato ha sottolineato la complessità delle condizioni operative e l’eccezionale resilienza dimostrata dai militari italiani e dagli altri contingenti internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Mattarella ribadisce l’importanza di Unifil
La missione Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon) rappresenta un elemento cruciale per la stabilità nella regione del sud del Libano, un’area interessata da tensioni crescenti tra Israele e il movimento pro-iraniano Hezbollah. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha recentemente fatto il punto sulla situazione alla Camera, evidenziando che la presenza di circa 10.000 militari, di cui 1.200 italiani, può “essere l’elemento che non consente lo scontro diretto e funge da fattore di pacificazione”. Tuttavia, Crosetto ha manifestato preoccupazione per l’eventuale coinvolgimento “incidentale” del personale italiano in scontri tra le parti in conflitto, sottolineando l’importanza di garantire la sicurezza dei caschi blu attraverso un mandato chiaro e misure di protezione adeguate.
Negli ultimi mesi, l’escalation nel Medio Oriente ha visto attacchi israeliani e risposte iraniane che hanno coinvolto anche il Libano, con bombardamenti contro infrastrutture e basi militari, tra cui un recente attacco israeliano che ha colpito un quartier generale Unifil. Tale contesto ha reso ancora più delicato il ruolo delle forze di pace, chiamate a mantenere la stabilità in un’area altamente volatile.
Il ruolo strategico dell’Esercito nella difesa nazionale e internazionale
Nel suo discorso al Quirinale, Mattarella ha ripercorso la storia delle Forze Armate italiane nel contesto internazionale, evidenziando come, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la costruzione di un ordinamento multilaterale abbia permesso la cooperazione per la pace attraverso le Nazioni Unite. Oggi, ha osservato, lo scenario mondiale è mutato radicalmente: “L’attuale indebolimento del diritto internazionale e la proliferazione di conflitti su larga scala, caratterizzati da minacce ibride e asimmetriche, hanno travolto i tradizionali paradigmi di deterrenza e impongono una resilienza istituzionale che sappia essere presidio e sicurezza in un mondo sempre più frammentato e fragile”.
Il presidente ha inoltre ricordato che l’Esercito italiano è chiamato a rispondere alle scelte strategiche che Parlamento e Governo dovranno definire, sottolineando la necessità di una trasformazione continua e della dedizione professionale delle donne e degli uomini in uniforme, fondamentali per difendere gli interessi vitali dell’Italia e la stabilità democratica delle sue istituzioni.
Nel messaggio inviato al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, Mattarella ha ribadito che le Forze Armate italiane “costituiscono un tassello importante nello sviluppo di un adeguato strumento difensivo europeo” e contribuiscono “a far prevalere le ragioni del diritto internazionale e del rispetto delle istituzioni multilaterali sulla pretesa della forza”. L’Esercito, ha aggiunto, svolge un ruolo primario nella salvaguardia dell’indipendenza nazionale e nella promozione della pace e della stabilità, anche in un contesto globale segnato da conflitti complessi e minacce ibride.
L’incontro al Quirinale con il generale Masiello e la rappresentanza militare ha rappresentato un momento di forte simbolismo istituzionale, volto a riconoscere il valore e il sacrificio di tutti i militari, con un particolare omaggio a coloro che hanno dato la vita nell’adempimento del dovere. Il capo dello Stato ha rivolto a ufficiali, sottufficiali, graduati, militari di truppa e personale civile dell’Esercito un sentito ringraziamento e l’augurio più cordiale, riaffermando l’importanza del loro contributo per la sicurezza della comunità nazionale e per l’affermazione dei valori costituzionali nel contesto internazionale.
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