Roma, 15 aprile 2026 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato tre nuovi decreti di grazia che interessano figure note e meno note della cronaca giudiziaria italiana. Tra i beneficiati spicca il nome di Antonio Russo, la cui vicenda ha suscitato attenzione anche per l’intervento dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Gli altri due destinatari dei provvedimenti di clemenza sono Giuseppe Porcelli e Aly Soliman.
Mattarella e la grazia concessa ad Antonio Russo
Antonio Russo, classe 1938, è stato condannato con sentenza definitiva a 12 anni di reclusione per omicidio volontario commesso nel 2018. La sua vicenda giudiziaria, definita dal Quirinale come “una grande vergogna”, è emblematica per il contesto in cui si è sviluppata: un tragico evento legato a ripetute violenze domestiche subite dal figliastro. A sostegno della richiesta di grazia, che ha portato all’estinzione di due anni e sei mesi della pena residua da espiare, è intervenuto direttamente Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, che ha condiviso con Antonio Russo la detenzione nel carcere romano di Rebibbia.
Insieme a Fabio Falbo, Alemanno ha scritto una lettera al Presidente Mattarella, sottolineando l’età avanzata (88 anni) e le precarie condizioni di salute di Russo, oltre a evidenziare il fatto che non rappresenta un pericolo sociale. Il Quirinale, dopo l’istruttoria, ha accolto il parere favorevole del Ministro della Giustizia e ha motivato la decisione tenendo conto della situazione familiare e delle condizioni personali del detenuto.
Giuseppe Porcelli e Aly Soliman: le altre due grazie del Quirinale
Il secondo decreto di grazia riguarda Giuseppe Porcelli, nato nel 1975 e residente in Australia, condannato a tre anni di reclusione per bancarotta. Il Capo dello Stato ha estinto l’intera pena tenendo conto del parere favorevole del Procuratore Generale e del cambiamento positivo nella vita dell’interessato, che ha risarcito i creditori attraverso la restituzione delle somme oggetto della condanna, e ha intrapreso un’attività imprenditoriale all’estero con la famiglia.
Infine, la grazia è stata concessa anche a Aly Soliman, sindacalista condannato a sei anni per estorsione. La misura riguarda la pena residua da espiare, pari a due anni e cinque mesi. Mattarella ha considerato il comportamento tenuto da Soliman durante la detenzione e l’affidamento in prova, nonché la consistente parte di pena già scontata.
Questi provvedimenti di clemenza si inseriscono nel quadro dell’attività del Presidente della Repubblica, che in questi anni ha mostrato una costante attenzione alle condizioni personali e sociali dei detenuti, valutando con equilibrio le richieste di grazia e i pareri degli organi giudiziari competenti. Sergio Mattarella, al suo secondo mandato e recordman di longevità come Capo dello Stato nella storia della Repubblica Italiana, continua a esercitare con rigore e umanità uno dei poteri più delicati della Presidenza.





