Roma, 2 maggio 2026 – Il mondo dello sport e non solo piange la scomparsa di Alex Zanardi, ex pilota automobilistico e atleta paralimpico di straordinaria levatura, deceduto improvvisamente nella serata del 1° maggio all’età di 59 anni. Circondato dall’affetto dei suoi cari, Zanardi si è spento serenamente dopo una vita segnata da imprese sportive eccezionali e da una forza d’animo che ha ispirato milioni di persone in Italia e nel mondo.
Una vita di coraggio e resilienza
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi ha costruito la sua leggenda prima nel mondo dei motori e poi nello sport paralimpico. Dopo aver esordito in Formula 1 negli anni ’90, la sua carriera fu drammaticamente segnata da un terribile incidente nel 2001 durante una gara del campionato CART in Germania, che gli costò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Un evento drammatico che avrebbe potuto fermare chiunque, ma non Zanardi.
Con una straordinaria forza di volontà e determinazione, Zanardi si è reinventato come atleta paralimpico, conquistando quattro medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e altrettante a Rio 2016, oltre a dodici titoli mondiali su strada. Il suo esempio di coraggio, resilienza e amore per la vita ha superato i confini dello sport, diventando un simbolo universale di speranza e umanità.
Nel 2020, un nuovo grave incidente durante una staffetta benefica in handbike a Pienza lo ha costretto a un lungo percorso di cure e riabilitazione, ma Zanardi ha continuato a lottare fino all’ultimo, sostenuto dall’affetto della famiglia e di un’intera nazione.
Le reazioni del mondo politico e sportivo
Le parole di cordoglio e ammirazione si sono susseguite da parte delle più alte cariche istituzionali e di personalità di spicco del panorama sportivo e politico italiano.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato la straordinaria personalità che Zanardi ha dimostrato anche dopo il gravissimo incidente: “Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo. La sua figura ha rappresentato un punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani“.
Anche la premier Giorgia Meloni ha espresso il suo cordoglio: “L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Con i suoi risultati sportivi, il suo esempio e la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai“.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito Zanardi un simbolo di determinazione e amore per la vita, mentre la ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha ricordato come Zanardi abbia insegnato a non arrendersi mai, trovando la forza di sorridere anche nelle avversità.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha voluto sottolineare il suo ruolo di esempio straordinario per i giovani, mentre il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, ha ricordato Zanardi come emblema internazionale dello sport paralimpico, capace di trasformare le difficoltà in un messaggio di speranza.
Il presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, Renato Brunetta, ha dichiarato: “Oggi il mondo dello sport e non solo perde una delle sue figure più straordinarie. Alex Zanardi non è stato soltanto un atleta, ma un simbolo universale di forza, resilienza e dignità. Ha affrontato la vita con un coraggio raro, trasformando ogni ostacolo in testimonianza di speranza e determinazione. Il suo esempio va oltre le vittorie e le competizioni: è una lezione di umanità che resterà nel tempo. Il suo ricordo continuerà a vivere in chi ha trovato nella sua storia la forza di non arrendersi mai. Grazie, Alex Zanardi“.
Un’eredità che va oltre lo sport
Oltre ai riconoscimenti sportivi, Zanardi lascia un’eredità umana e culturale profonda. La sua capacità di trasformare la sofferenza in forza e speranza ha cambiato il modo in cui il Paese guarda alla disabilità, alla resilienza e alla voglia di vivere. Come ha evidenziato il deputato Angelo Bonelli, Zanardi non era solo un campione, ma una voce e un esempio che ha cambiato la percezione dello sport e della vita stessa.
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, città natale di Zanardi, ha ricordato con affetto il campione, sottolineando il suo impegno nel sociale e il ruolo di riferimento per molte persone disabili. Anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha voluto porgere le sue condoglianze, sottolineando il legame profondo che Zanardi aveva con questa regione, sua seconda casa.
Il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha ricordato come Zanardi abbia saputo trasformare il dolore in speranza e coraggio, vivendo ogni giorno con il sorriso e l’umiltà di chi sa cosa significhi lottare per la vita.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha rimarcato il vuoto profondo lasciato da Zanardi nello sport italiano e nel cuore del Paese, mentre Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati, ha definito Zanardi il volto e il sorriso della resilienza, un simbolo di chi non si arrende mai.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, hanno entrambi sottolineato il coraggio e la dignità che hanno contraddistinto Zanardi, ricordandolo come un esempio per tutti.






