Roma, 14 aprile 2026 – Prosegue il dibattito al Senato sul disegno di legge sulla violenza sessuale, con la relatrice Giulia Bongiorno che ha annunciato una nuova fase per cercare di superare l’impasse relativo al principio del consenso. La senatrice della Lega ha fissato al 5 maggio la scadenza entro cui le opposizioni devono presentare proposte scritte per tentare di trovare un accordo, altrimenti il rischio è uno stop definitivo al provvedimento.
Il nodo del consenso nel ddl stupri
Nel corso dell’ultima riunione del comitato ristretto della commissione Giustizia, Bongiorno ha illustrato la sua proposta originaria, basata sul principio del consenso riconoscibile espresso da chi ha un rapporto sessuale, la cui assenza configura il reato di violenza sessuale. Tuttavia, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle si sono opposti fermamente a questo principio, rifiutando anche la mediazione che prevedeva il testo della senatrice Julia Unterberger, del gruppo delle Autonomie, che rappresentava una soluzione di compromesso tra la proposta di Bongiorno e quella approvata all’unanimità dalla Camera nel novembre precedente.
La relatrice ha sottolineato che la mediazione includeva, oltre al principio del consenso, una serie di precisazioni volte a evitare strumentalizzazioni, ma anche questa soluzione è stata bocciata dalle opposizioni. Da qui l’appello di Bongiorno a formalizzare per iscritto le idee di ciascun gruppo, per verificare la possibilità di trovare punti di contatto.
La posizione di Giulia Bongiorno
Giulia Bongiorno, avvocata penalista e senatrice della Lega, nota per il suo impegno in ambito giuridico e politico, ha dichiarato all’ANSA di volere evitare un voto a maggioranza, poiché, a suo avviso, le leggi a favore delle donne in passato sono state approvate con ampio consenso o al massimo con un’astensione. La senatrice ha evidenziato come la posizione intransigente delle opposizioni, che si sono dette pronte a non far passare alcun testo se non modificato secondo le loro indicazioni, renda difficilissimo raggiungere un’intesa, sia nell’attuale legislatura che in quella successiva.
La deadline del 5 maggio diventa quindi un passaggio cruciale per il futuro del ddl sulla violenza sessuale: senza una proposta condivisa da tutte le parti, il rischio concreto è che il provvedimento venga bloccato. Bongiorno ha lasciato aperta la possibilità di votare a maggioranza, ma solo come ultima opzione, ribadendo la volontà di un accordo bipartisan.
Per approfondire: Ddl stupri: l’appello di Bongiorno e la protesta delle opposizioni






