La mattina del 13 aprile ha portato una stangata inattesa per chi ha fatto tappa al tabaccaio: i prezzi delle sigarette e degli altri prodotti a base di tabacco sono schizzati in alto, con rincari che oscillano tra i 20 e i 50 centesimi a pacchetto. Non si tratta di un episodio isolato: dopo tre aumenti negli ultimi mesi, il caro-tabacco sembra una realtà consolidata. Oltre dodici milioni di fumatori in tutta Italia si trovano a fare i conti con un costo che continua a salire, senza tregua.
Prezzi delle sigarette: brutte notizie per i fumatori
Dal 13 aprile 2026, l’adeguamento delle accise sulle sigarette ha fatto salire i prezzi in tutta Italia. L’ufficialità arriva dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e interessa quasi tutte le marche in commercio, senza distinzioni. Chi compra i pacchetti più economici vedrà aumenti più contenuti, tra 20 e 30 centesimi, ma chi punta ai marchi più famosi e costosi si troverà a spendere fino a 50 centesimi in più per confezione. Brand come Marlboro Gold, Silver Blue, White, Camel e Lucky Strike si fanno ancora più cari, peggiorando ulteriormente il conto finale.
Il risultato è un’escalation che fa saltare qualche limite storico: oggi alcuni pacchetti superano i 6 euro, un prezzo impensabile fino a poco più di dieci anni fa. Per fare qualche esempio, un pacchetto di Chesterfield si compra ora tra i 5,50 e i 5,80 euro; la Merit Gialla 100s, che nel 2009 costava 4,35 euro, si trova oggi intorno ai 6,50 euro. Un salasso che spinge tanti a rivedere le proprie abitudini di spesa.
Perché aumentano i prezzi: tra tasse e salute pubblica
Dietro questi rincari c’è una scelta precisa, sancita dalla legge di bilancio appena approvata. Le accise sul tabacco aumenteranno gradualmente fino al 2028, con due obiettivi chiari: incassare di più dallo Stato e provare a scoraggiare il consumo, soprattutto tra i giovani e i fumatori occasionali. Alzare il prezzo è una forma di freno economico, pensata per mettere un freno a un’abitudine che fa male alla salute.
L’aumento del prezzo delle sigarette si inserisce in una strategia più ampia di salute pubblica, che mira a far calare il numero di fumatori in Italia. Il rincaro è uno strumento concreto, che va di pari passo con campagne di sensibilizzazione e programmi di supporto per chi vuole smettere. Ma non è un tema semplice: anche i negozianti devono fare i conti con i nuovi prezzi e con possibili cambiamenti nella domanda.
Insomma, la politica fiscale sul tabacco resta un terreno delicato, dove si cerca di trovare un equilibrio tra entrate e tutela della salute. Per ora, però, quello che vedono e sentono tutti è un prezzo che continua a salire, colpendo milioni di italiani ogni volta che comprano un pacchetto.





