A sei mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump naviga in acque agitate. A New York, l’ultimo sondaggio Washington Post-ABC-Ipsos dipinge un quadro preoccupante per l’ex presidente. La sua gestione delle tensioni con l’Iran incassa una dura bocciatura: il 66% degli americani esprime giudizi negativi, mentre solo un terzo gli attribuisce fiducia in politica estera su questo tema. Il malcontento cresce, e con esso la sua posizione politica vacilla.
Trump bocciato dagli americani: i dati
Il nodo Iran pesa molto per Trump. La maggioranza degli intervistati giudica negativamente il modo in cui il presidente ha gestito la questione, segnalando una diffusa sfiducia nelle sue scelte. Solo il 33% dà il suo ok alle mosse presidenziali, mentre il 66% le boccia senza appello. Questa forte disapprovazione riflette il malumore generale verso la politica estera americana in Medio Oriente, soprattutto in un momento in cui le tensioni si fanno sentire anche sull’economia interna.
Economia e caro vita, il consenso crolla
I guai di Trump si vedono anche sul fronte economico. Secondo i dati più recenti, solo il 34% degli elettori approva la sua gestione dell’economia, sette punti in meno rispetto alle rilevazioni precedenti. Sull’inflazione la fiducia scende ancora, fermandosi al 27%, mentre appena il 23% valuta positivamente la gestione del costo della vita, contro un pesante 76% che invece la critica apertamente. Numeri che raccontano una crescente preoccupazione tra i cittadini per il rincaro di beni e servizi, una situazione che sta consumando la fiducia nell’amministrazione in carica.
Trump in calo anche nella popolarità generale a pochi mesi dal voto
Nel complesso, il gradimento di Donald Trump si ferma al 37%, in calo rispetto al 39% di febbraio. Nel frattempo, la disapprovazione raggiunge il 62%, il livello più alto registrato durante i suoi due mandati alla Casa Bianca. Questo trend negativo suona come un campanello d’allarme per il presidente e il suo partito, alle prese con una sfida politica cruciale in vista delle elezioni di novembre. I dati tracciano un quadro chiaro: cresce il distacco tra la leadership e una fetta importante dell’elettorato americano.






