L’Avana, 2 maggio 2026 – La tensione fra gli Stati Uniti di Trump e Cuba si è nuovamente acuita con l’adozione di una nuova serie di sanzioni da parte di Washington, che ha visto una durissima reazione da parte del governo cubano. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha definito le misure «illegali e offensive», denunciandole come una punizione collettiva per il popolo cubano.
Le nuove sanzioni statunitensi contro Cuba
Il 1° maggio il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce restrizioni mirate contro funzionari e entità operanti nei settori energetico, della difesa, finanziario e della sicurezza dell’economia cubana. Le sanzioni colpiscono inoltre coloro accusati da Washington di violazioni dei diritti umani o di corruzione. Il provvedimento si inserisce in un contesto di crescenti tensioni diplomatiche e arriva in concomitanza con la celebrazione della Giornata internazionale dei lavoratori, durante la quale un grande corteo ha manifestato davanti all’ambasciata statunitense all’Avana contro il blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti, che ha provocato blackout diffusi e carenze di carburante sull’isola.
Secondo il ministro Bruno Rodríguez, in carica dal 2009 e membro di spicco del Partito Comunista cubano, le sanzioni statunitensi rappresentano una forma di coercizione «unilaterale, illegale e abusiva», che mira a destabilizzare l’economia nazionale e a punire indiscriminatamente la popolazione cubana. Rodríguez ha espresso il suo fermo rifiuto tramite un messaggio pubblicato su X, sottolineando che il governo cubano è determinato a difendere la patria.
Le dichiarazioni di Donald Trump: un riferimento alla portaerei nel Mar dei Caraibi
Durante un evento in Florida, il presidente Trump ha fatto un commento che ha suscitato attenzione e preoccupazione: «Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi a Cuba, a pochi metri dalla costa dell’isola». Sebbene espresso in modo a metà fra il serio e il faceto, il riferimento indica la volontà di rafforzare la pressione americana sull’isola caraibica. Trump ha aggiunto che, in caso di necessità, gli Stati Uniti potrebbero assumere il controllo di Cuba «quasi immediatamente».
Questa dichiarazione si inserisce in una strategia più ampia di pressione geopolitica da parte dell’amministrazione statunitense, che continua a mantenere una linea dura nei confronti del governo cubano, in un clima di crescente ostilità tra i due Paesi.
Le tensioni attuali riflettono un lungo e complesso rapporto fra Washington e L’Avana, segnato da decenni di embargo economico e contrasti politici, che sembrano destinati a perdurare.






