Ashkelon, 3 maggio 2026 – L’autorità giudiziaria israeliana ha disposto un prolungamento di due giorni dello stato di fermo nei confronti di Thiago Avila e Saif Abukeshek, due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati dopo l’intercettazione in acque internazionali di oltre venti imbarcazioni impegnate in una missione pro-Palestina. La notizia è stata confermata da Miriam Azem, rappresentante dell’ong israeliana per i diritti umani Adalah, che assiste i detenuti.
Flotilla: dettagli sull’udienza e le accuse
Durante l’udienza tenutasi stamane presso il tribunale di Ashkelon, il pubblico ministero israeliano aveva richiesto una proroga di quattro giorni della detenzione, motivandola con un elenco di presunti reati molto gravi. Tra questi figurano assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con agenti stranieri, appartenenza e supporto a un’organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di tale organizzazione. Tuttavia, gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno contestato la legittimità del procedimento, sostenendo che la giurisdizione dello Stato israeliano non si estende alle azioni di cittadini stranieri in acque internazionali, e che l’intero processo sarebbe privo di fondamenti giuridici validi.
Gli stessi legali hanno inoltre denunciato gravi abusi fisici subiti dai due attivisti, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per diversi giorni in mare, condizioni assimilabili a torture. Non sono state formalizzate accuse specifiche contro Avila e Abukeshek, che dopo l’udienza sono stati trasferiti nuovamente al centro di detenzione di Shikma. Entrambi continuano uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione e le presunte violenze subite.






