La tensione in Ucraina resta altissima con il presidente Volodymyr Zelensky che lancia un nuovo allarme su un possibile attacco russo nelle prossime ore. Durante una conferenza stampa a Kiev con il primo ministro norvegese Gar Store, Zelensky ha riferito che la notte tra il 14 e il 15 aprile potrebbe essere segnata da un altro raid nemico, con numerosi droni già avvistati nei cieli ucraini.
Possibile nuovo attacco e droni Shahed nei cieli di Ucraina
Il capo dello Stato ucraino ha denunciato che oggi le forze russe hanno colpito una stazione di servizio nella città di Dnipro provocando morti e circa 30 feriti. Tuttavia, la situazione potrebbe aggravarsi nelle prossime ore: “Stanotte potrebbe esserci un altro attacco russo. Ci sono molti droni Shahed nei cieli sopra l’Ucraina in questo momento. Forse saranno coinvolti anche dei missili”, ha aggiunto Zelensky, sottolineando la costante minaccia che grava sul paese.
L’uso massiccio di droni kamikaze iraniani Shahed, modernizzati dalla Russia, è stato più volte segnalato come un elemento di crescente pericolo, con attacchi mirati anche a siti culturali e civili, come la recente distruzione di una chiesa a Leopoli, città patrimonio Unesco.
Zelensky: “Gli Usa troppo occupati dalla guerra con l’Iran”
Nel frattempo, in un’intervista rilasciata alla televisione tedesca ZDF a Berlino, Zelensky ha espresso preoccupazione per il coinvolgimento degli Stati Uniti in altre crisi internazionali, in particolare quella con l’Iran. Il presidente ucraino ha lamentato che i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono “costantemente impegnati in colloqui con l’Iran e non hanno tempo per l’Ucraina”.
Zelensky ha sottolineato che senza una pressione decisa degli USA su Vladimir Putin, “i russi non avranno più paura”, evidenziando così la necessità di un sostegno internazionale più forte e continuativo per contrastare l’aggressione russa.
Le tensioni sul fronte ucraino rimangono quindi estremamente elevate, con il presidente Zelensky che continua a richiamare l’attenzione mondiale sulla fragilità della situazione e sull’urgenza di un impegno globale per la pace e la sicurezza in Europa orientale.






