Massa, 14 aprile 2026 – Domani si terranno importanti udienze e interrogatori in carcere per fare luce sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsa in piazza Palma a Massa (Massa Carrara). L’uomo, 47 anni, è stato brutalmente aggredito e ucciso davanti al figlio di 11 anni, in un episodio che ha scosso profondamente la comunità locale.
Omicidio a Massa: udienze e interrogatori in carcere
Nella mattinata di domani, al carcere di Massa, si svolgeranno le udienze di convalida del fermo e gli interrogatori di garanzia per Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi fermati con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Bongiorni. Il 16 aprile, invece, davanti al gip di Genova è prevista l’udienza di convalida per il 17enne massese accusato di omicidio aggravato in concorso e rissa aggravata. Gli indagati sono complessivamente cinque, tra maggiorenni e minori, tutti ritenuti responsabili dell’aggressione mortale.
Gli interrogatori, che si svolgeranno davanti ai giudici competenti, saranno fondamentali per chiarire le responsabilità individuali nell’aggressione avvenuta in piazza Palma. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati capi di abbigliamento ritenuti indossati dagli arrestati nel momento del delitto, come confermato dall’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Ricostruzione e reazioni della comunità
Le indagini hanno evidenziato che Bongiorni è stato vittima di una violenza brutale: dopo essere intervenuto per difendere il cognato, che aveva rimproverato un gruppo di giovani intenti a lanciare bottiglie contro una vetrina, Bongiorni è stato colpito ripetutamente con calci e pugni, subendo lesioni mortali alla testa che ne hanno causato il decesso. La compagna della vittima ha raccontato di aver assistito all’aggressione, definendo Giacomo “pestato a morte” mentre era già a terra.
Il 17enne arrestato, che fino a qualche anno fa praticava boxe agonistica a Massa, ha dichiarato di aver reagito a un presunto colpo subito da Bongiorni, versione per ora non confermata da referti medici. Anche gli altri indagati sostengono di essersi difesi da un’aggressione iniziale. Le famiglie degli arrestati hanno espresso il proprio dolore e negano che i loro figli siano parte di una baby gang, chiedendo rispetto per la situazione delicata.
La comunità di Massa è scossa dall’accaduto: ieri sera nel centro storico si è svolta una fiaccolata in memoria di Bongiorni, promossa dal Comune e dalla Diocesi. Il sindaco Francesco Persiani ha espresso profondo cordoglio e annunciato un rafforzamento dei controlli sul territorio, sottolineando che il luogo dell’omicidio è videosorvegliato e che si confida nel lavoro delle forze dell’ordine per fare piena luce sulla vicenda.
La famiglia di Giacomo Bongiorni, rappresentata dalla cugina Romina Carso, ha chiesto rispetto e ha confermato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario. “I genitori sono disperati e vogliono la verità”, ha dichiarato la donna, sottolineando il dolore vissuto da una famiglia distrutta dall’evento.


