Il ponte sulla statale 16 Adriatica, sul fiume Trigno, è crollato una notte di maltempo violento. Domenico Racanati, 53 anni, di Bisceglie, era alla guida della sua Fiat Bravo quando si sono perse le sue tracce. Da un mese è disperso. La sua famiglia, stretta nel dolore, vive un silenzio opprimente, un vuoto che pesa ogni ora. Ora chiedono con urgenza la rimozione delle macerie. Vogliono che quel luogo torni accessibile, per provare a ritrovarlo, per non arrendersi.
Crollo del ponte sul Trigno: parlano i familiari dell’uomo disperso
A parlare è soprattutto la madre di Domenico, una donna segnata dal dolore ma decisa a non lasciare che questa storia cada nel dimenticatoio. “Non chiedo favori, chiedo giustizia”, dice con voce ferma. È il grido di una madre che non vuole che il corpo del figlio resti sepolto sotto le rovine. Al suo fianco c’è Alessandro, il fratello di Domenico, che rilancia un appello diventato urgente: “È passato un mese e tutto è fermo, come se nulla fosse successo”. I due hanno scelto i social per raccontare, attraverso un video diffuso da un’associazione locale che tutela il pescato, l’amarezza di una famiglia allo stremo.
Le macerie continuano a bloccare ogni speranza. Non si tratta solo di recuperare un corpo, ma di rispetto umano, perché “mio fratello non può restare lì, abbandonato e dimenticato”. L’auto non è sparita nel nulla: ogni pezzo trovato finora è ancora lì, sotto il ponte, nascosto tra detriti e fango. Sbloccare le operazioni di rimozione è ormai indispensabile per far avanzare le indagini e, soprattutto, per restituire a quella famiglia la dignità di una risposta. L’appello di madre e fratello è un monito chiaro: si agisca subito, prima che il tempo cancelli ogni certezza.
Un mese di silenzio e ricerche bloccate
Dal 2 aprile, giorno del crollo, tra i rottami del ponte regna un silenzio opprimente. Le ricerche di Domenico sono rese difficili dal territorio impervio e dal maltempo che ogni tanto torna a farsi sentire nella zona tra Molise e costa adriatica. Vigili del fuoco, sommozzatori e guardia costiera hanno scandagliato il letto del Trigno con mezzi speciali, alla ricerca dell’auto e del suo conducente. Ma la corrente forte e i detriti complicano ogni tentativo di recupero.
Finora sono stati trovati solo pochi resti dell’auto – la targa, un paraurti – incastrati tra un pilone e un albero sotto il punto del cedimento. Del corpo di Domenico, invece, nessuna traccia. Intanto la procura di Larino continua a indagare sulle cause del crollo e sulle eventuali responsabilità, ipotizzando anche l’omissione colposa. Nel frattempo, la famiglia Racanati vive nel dolore e nell’attesa, sperando che presto la rimozione delle macerie possa restituire un volto alla tragedia del ponte sul Trigno.






