Roma, 2 maggio 2026 – È stato depositato un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) contro lo Stato italiano da parte del team legale della Global Sumud Flotilla. La denuncia riguarda la situazione di due attivisti, Thiago Ávila e Saif Abukeshek, attualmente detenuti dalle autorità israeliane in regime di incomunicabilità, senza accesso a difensori, familiari o autorità consolari.
Il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Secondo la nota diffusa, il ricorso solleva una grave violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, con particolare riferimento agli articoli 2 e 3, che tutelano il diritto alla vita e vietano in modo assoluto la tortura e i trattamenti inumani o degradanti. La detenzione dei due attivisti avviene senza alcuna informazione ufficiale sul luogo di detenzione e senza garanzie procedurali.
Il documento evidenzia inoltre la responsabilità dello Stato italiano, in quanto Stato di bandiera dell’imbarcazione su cui si trovavano i due attivisti nel momento della loro intercettazione. Basandosi sulla giurisprudenza consolidata della Corte di Strasburgo e sul diritto internazionale del mare, l’Italia esercitava giurisdizione sui soggetti a bordo e doveva pertanto adottare tutte le misure necessarie per prevenire violazioni prevedibili dei diritti fondamentali. Nonostante le autorità italiane fossero state informate tempestivamente del rischio concreto per la vita e l’integrità fisica degli attivisti, non è stata adottata alcuna misura efficace di protezione né alcun intervento per impedire o interrompere la violazione in corso.
La Flotilla pronta a ripartire: la mobilitazione europea
Durante una conferenza stampa tenutasi davanti alla Farnesina, Luca, attivista in collegamento dalla Grecia, ha annunciato la ripartenza della Flotilla. Il gruppo sta lavorando per sistemare le barche e si è registrata una mobilitazione di compagni provenienti da Grecia, Italia, Spagna, Olanda e altre parti d’Europa. “Abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie e siamo in contatto con le autorità”, ha spiegato Luca, sottolineando che il numero dei partecipanti sarà superiore rispetto alla partenza dalla Sicilia. “Se prima avevamo un milione di motivi per andare a Gaza, ora ne abbiamo uno in più”, ha aggiunto.
Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud, ha specificato che Thiago Ávila e Saif Abukeshek si trovavano a bordo di una barca italiana, il che, secondo il diritto del mare, rende illegale il loro prelievo in acque internazionali a 20 miglia da Creta, zona di competenza greca. “Chiediamo che vengano liberati – ha dichiarato – poiché il rapimento in acque internazionali da una nave battente bandiera italiana rappresenta un’escalation di violazioni sistematiche e impunite del diritto internazionale”.






