Nicosia, 24 aprile 2026 – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha delineato oggi un quadro chiaro e urgente sull’impatto della crisi energetica e geopolitica in corso, sottolineando l’aumento di 25 miliardi di euro nel conto dell’importazione di fonti fossili. Durante la conferenza stampa al termine del vertice a Cipro, von der Leyen ha ribadito la necessità di ridurre la dipendenza europea dalle fonti energetiche fossili, puntando su risorse più pulite e accessibili come le energie rinnovabili e il nucleare.
Verso un’Europa meno dipendente dalle fonti fossili
“La crisi ha un impatto tangibile e dobbiamo agire con decisione,” ha affermato von der Leyen, che ha annunciato l’intenzione di presentare entro l’estate un piano per accelerare l’elettrificazione nell’Unione europea. La presidente ha inoltre sottolineato l’importanza di diversificare le rotte energetiche e commerciali, dichiarandosi pronta a collaborare con i paesi del Golfo per sviluppare corridoi economici alternativi come l’Imec (India-Medio Oriente Economic Corridor), con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dallo stretto di Hormuz, fondamentale ma vulnerabile punto strategico per il transito di petrolio e gas.
Von der Leyen propone l’ampliamento della missione Aspides
Von der Leyen ha evidenziato che la sicurezza dell’UE è strettamente legata a quella del Golfo, dove le tensioni, soprattutto nello stretto di Hormuz, hanno ripercussioni dirette sull’economia europea. Ha proposto di ampliare la missione marittima Aspides, da una funzione di protezione a un coordinamento marittimo congiunto più sofisticato, per rispondere in modo più efficace alle minacce che mettono a rischio il flusso energetico e commerciale.
Lo stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico al Mar Arabico, è un punto nevralgico per il commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. Recentemente, la zona è stata teatro di tensioni crescenti, con l’Iran che ha imposto pedaggi in criptovaluta per il transito delle petroliere e ha bloccato temporaneamente il passaggio, causando forti ripercussioni sui mercati energetici. Gli attacchi iraniani si sono estesi anche a depositi petroliferi e porti strategici a Fujairah e in Oman, mettendo in allarme la comunità internazionale.
In questo scenario complesso, l’Unione europea intende rafforzare la propria autonomia energetica e la sicurezza delle rotte commerciali, puntando su un approccio multilaterale e collaborativo che coinvolga partner affidabili e una strategia energetica sostenibile per il futuro.
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