Bruxelles, 24 aprile 2026 – In un contesto internazionale sempre più complesso, la guerra in Medio Oriente continua a generare gravi ripercussioni non solo nella regione ma anche a livello globale, con impatti diretti sull’Unione Europea. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha espresso ieri in conferenza stampa la profonda preoccupazione per le conseguenze del conflitto, sottolineando la necessità urgente di una soluzione diplomatica.
Costa parla di conseguenze disastrose per l’Europa
Durante il vertice informale dell’UE a Cipro, Costa ha evidenziato che la guerra in Medio Oriente ha già provocato danni ingenti alle persone, alle infrastrutture e all’economia globale, e che ogni giorno senza una soluzione peggiora ulteriormente la situazione. Ha inoltre ricordato come la sicurezza europea sia strettamente interconnessa a quella del Medio Oriente, rafforzando la necessità di una cooperazione più intensa in materia di sicurezza e difesa tra gli Stati membri.
Costa ha ribadito che lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto senza restrizioni, nel rispetto del diritto internazionale e del principio di libertà di navigazione, definendolo un punto vitale per l’intero pianeta. La chiusura dello stretto, infatti, rischia di compromettere gravemente i flussi energetici globali, con potenziali ripercussioni sui mercati mondiali, come già evidenziato dagli esperti e dalle autorità finanziarie.
La via diplomatica come unica soluzione sostenibile
Il presidente del Consiglio europeo ha chiarito che la diplomazia rimane l’unica via sostenibile per porre fine al conflitto, sottolineando l’impegno dell’Unione Europea in questo senso, in linea con la coalizione dei Volenterosi per la sicurezza marittima nella regione. Costa ha inoltre segnalato come le tensioni e le minacce militari, tra cui i recenti sviluppi riguardanti l’isola di Kharg e la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai velivoli militari statunitensi, dimostrino la fragilità della situazione e la necessità di un approccio coordinato e pacifico.
Il contesto attuale evidenzia quindi non solo una crisi regionale, ma una serie di implicazioni globali che impongono un’azione comune e responsabile da parte dell’Unione Europea e dei partner internazionali per garantire stabilità, sicurezza e libertà di navigazione nelle rotte strategiche del Medio Oriente.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Hormuz, la presidenza Ue: “Rafforzare l’asse con il Golfo per la sicurezza”






