Londra, 24 aprile 2026 – In un briefing ufficiale a Downing Street, un portavoce del governo britannico ha riaffermato con fermezza la sovranità del Regno Unito sulle isole Falkland, respingendo le recenti indiscrezioni emerse su un possibile cambio di posizione degli Stati Uniti a favore delle rivendicazioni argentine.
La posizione britannica sulle Falkland
Il portavoce, interpellato sulle notizie diffuse da Reuters riguardo a un memo attribuito al Pentagono, ha evitato di rispondere direttamente agli Stati Uniti, definendo tali indiscrezioni “non confermate” e non degne di attenzione. Tuttavia, ha sottolineato con decisione che la posizione del governo guidato da Keir Starmer è chiara, duratura e immutata: la sovranità delle isole Falkland appartiene al Regno Unito e il diritto all’autodeterminazione degli abitanti è fondamentale.
Gli abitanti dell’arcipelago, ha ricordato il portavoce, hanno già espresso in passato la loro volontà di restare un territorio d’oltremare britannico attraverso un plebiscito, e il Regno Unito ha sempre sostenuto il loro diritto a decidere autonomamente il proprio futuro.
Contesto storico e politico
Le isole Falkland, situate nell’Atlantico meridionale, sono oggetto di una storica disputa di sovranità tra il Regno Unito e l’Argentina. Quest’ultima le considera parte integrante del proprio territorio nazionale sotto il nome di Islas Malvinas. Nel 1982, la contesa culminò nella guerra delle Falkland, quando la dittatura militare argentina tentò un’occupazione militare, sconfitta poi dalle forze britanniche.
L’arcipelago, con una popolazione di circa 3.470 abitanti, è attualmente un territorio d’oltremare britannico con capitale Stanley e gode di un’amministrazione autonoma sotto la sovranità britannica. La questione rimane fonte di tensioni diplomatiche, ma Londra continua a ribadire il proprio impegno nel difendere la volontà dei falklandesi e la continuità della sua sovranità nella regione.
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