Il costo della guerra in Iran: le bollette di luce e gas, la benzina alla pompa, i mutui in scadenza: tutto sta diventando più caro. E la causa, paradossalmente, ha un nome lontano ma un impatto vicino: la guerra in Iran. Da due mesi il conflitto non è più solo un titolo sui giornali o un tema da telegiornale. Sta erodendo il portafoglio degli italiani, pesando per 1,7 miliardi in più sulle spese di famiglie che già faticano a far quadrare i conti. È una stretta che si sente, che si vede nelle scelte quotidiane, e che rischia di non lasciar scampo a chi vive con un budget limitato.
Qual è il vero costo della guerra in Iran?
Le bollette di luce e gas sono diventate un peso sempre più difficile da sostenere. Secondo Facile.it, chi ha forniture a prezzo indicizzato nel mercato libero dovrà mettere in conto un aumento di oltre 40 euro tra marzo e aprile solo per l’elettricità, un +5% rispetto ai mesi precedenti. Per il gas, l’aumento è ancora più pesante: una famiglia tipo con un consumo medio di 1.100 smc dovrà pagare circa 263 euro nel bimestre marzo-aprile, quasi il 16% in più. In totale, si parla di un rincaro di circa 500 milioni di euro solo per le utenze domestiche.
Dietro a questi aumenti c’è l’instabilità internazionale che ha fatto schizzare i prezzi di petrolio e gas naturale. La chiusura dello Stretto di Hormuz e le tensioni in Medio Oriente hanno colpito direttamente le forniture e i mercati europei.
Mutui più cari: l’Euribor in rialzo pesa sulle rate
Anche i mutui non sono rimasti immuni. L’Euribor, il tasso di riferimento per molti mutui a tasso variabile, è salito di circa 15 punti base dalla fine di febbraio, con punte di 25 punti base sui tassi a tre mesi. Per chi ha un mutuo medio da 126 mila euro su 25 anni, secondo Facile.it, questo si traduce in un aumento delle rate di circa 10 euro tra aprile e maggio. Un peso in più sulle spalle delle famiglie, che si trovano a dover affrontare costi più alti senza segnali di stabilità a breve.
Carburante sempre più caro: benzina e diesel volano alla pompa
Il caro carburante è un altro colpo duro. Nei primi due mesi di guerra, gli italiani hanno speso circa 1,2 miliardi di euro in più per fare rifornimento rispetto a prima del conflitto. Un pieno di benzina da 50 litri è passato da circa 83 euro a quasi 88 euro. Il diesel ha subito rincari ancora più pesanti: da 85 euro a febbraio è salito a 99 euro a marzo, per arrivare a 105 euro ad aprile.
A farne le spese sono soprattutto i trasporti. Un camion che prima percorreva 3.000 km spendeva poco più di 1.280 euro in carburante, oggi la cifra è salita a 1.544 euro, con un aumento di 262 euro. Questo rincaro si ripercuote sui costi di trasporto delle merci e, di conseguenza, sui prezzi al dettaglio






