Milano, 5 maggio 2026 – Prosegue il caso che riapre uno dei capitoli più discussi della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi decenni: il delitto di Garlasco. Domani è fissato l’interrogatorio di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi in una nuova inchiesta della procura di Pavia. Tuttavia, la difesa ha già annunciato che il 38enne si avvarrà della facoltà di non rispondere, in attesa di una consulenza personologica affidata a uno psicoterapeuta.
Difesa di Sempio prepara consulenza e annuncia silenzio all’interrogatorio
Andrea Sempio, 38 anni, è al centro di una nuova fase investigativa che ribalta una sentenza passata alla storia della giustizia italiana. L’accusa è ora quella di omicidio volontario aggravato da crudeltà, contestata dopo oltre diciannove anni dal delitto che ha segnato Garlasco e l’intera provincia di Pavia.
Liborio Cataliotti, uno degli avvocati di Sempio, ha comunicato che la difesa ha conferito incarico per una consulenza psicoterapeutica sul suo assistito. Questo atto, ritenuto essenziale, precede l’interrogatorio previsto per domani. Il legale ha preannunciato che Sempio non risponderà ai pubblici ministeri, riservandosi di richiedere una nuova convocazione in un secondo momento, dopo aver valutato l’esito della consulenza.
La strategia difensiva, dunque, punta a una linea prudente ma ferma, in attesa di chiarimenti sul profilo psicologico del 38enne, che si dice «basito» dall’ipotesi accusatoria, soprattutto per quanto riguarda il movente sessuale contestato dalla procura.
Nuova ricostruzione della procura e convocazioni chiave
L’indagine, condotta dal pool della Procura di Pavia guidata dal procuratore Fabio Napoleone, ha portato a un cambio di rotta rispetto alla sentenza definitiva che nel 2015 ha condannato a 16 anni di reclusione Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara Poggi. Secondo la nuova ricostruzione, l’omicidio non sarebbe stato commesso da Stasi, ma da Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e più giovane di lei di sette anni.
La vicenda è stata riaperta dopo approfondite analisi di prove già raccolte, esaminate con tecniche investigative più avanzate rispetto al passato. Tra i nuovi elementi, si segnala la rilettura di intercettazioni, tabulati e relazioni, oltre a testimonianze inedite ritenute affidabili, che hanno consentito agli inquirenti di formulare l’ipotesi di un omicidio scaturito da un rifiuto a un approccio sessuale da parte di Sempio.
L’atto più recente è la convocazione di Sempio per un interrogatorio che, come detto, non sarà rispondente. Parallelamente, sono stati convocati come testimoni Marco Poggi, fratello della vittima, e le gemelle Paola e Stefania Cappa, figure già note alle cronache del caso per aver fornito indicazioni sulle dinamiche relazionali di Chiara Poggi nei giorni precedenti il delitto. Le deposizioni delle gemelle Cappa, fissate per domani mattina presso la caserma Montebello di Milano, saranno fondamentali per chiarire se Chiara fosse stata oggetto di avances respinte, elemento che potrebbe confermare il movente contestato a Sempio.
Le accuse e la difesa di Sempio
L’accusa nei confronti di Andrea Sempio è pesantissima: si parla di omicidio aggravato da crudeltà per via dei dodici colpi inferti con un oggetto contundente, la cui natura rimane ancora ignota, che hanno causato la morte di Chiara Poggi. La vittima sarebbe stata colpita ripetutamente al volto e alla testa, trascinata e fatta scivolare lungo le scale che conducono alla cantina della villetta di via Giovanni Pascoli, a Garlasco.
Da parte sua, Sempio ha espresso incredulità e choc per il movente sessuale avanzato dalla procura, dichiarando di non frequentare la vittima né di aver avuto con lei rapporti sociali significativi, dato che spesso Chiara era impegnata al lavoro durante le sue visite a casa Poggi. La difesa evidenzia inoltre come l’imputazione sia ancora “elastica e mutevole” e sottolinea l’assenza di vizi formali nella convocazione, dalla quale deriva l’obbligo di presentarsi all’interrogatorio.
La decisione di non rispondere, dunque, appare frutto di una scelta strategica, supportata da consulenze tecniche. L’avvocato Cataliotti ha spiegato che sarà la difesa a decidere se e quando rispondere ai magistrati, tutelando al meglio gli interessi del proprio assistito.
Un caso che continua a dividere e a far discutere
Il delitto di Garlasco resta uno degli episodi più controversi nella storia giudiziaria italiana recente. La prima fase delle indagini e dei processi si era conclusa con la condanna di Alberto Stasi, ma le successive contestazioni e la nuova inchiesta hanno riaperto il dossier, mettendo in discussione certezze acquisite.
La riapertura del caso ha suscitato un acceso dibattito mediatico, con un’attenzione costante da parte della stampa e dei programmi televisivi, ma anche con critiche riguardo alla spettacolarizzazione della vicenda e al rispetto dovuto alle vittime e ai loro familiari.
In attesa di ulteriori sviluppi, la nuova fase processuale si annuncia complessa e ricca di colpi di scena, con la difesa di Andrea Sempio pronta a una battaglia legale che si preannuncia lunga e articolata.






