Milano, 4 maggio 2026 – Nuovi sviluppi e vecchie ipotesi tornano a emergere nel caso del delitto di Garlasco, il cui scenario investigativo si arricchisce di dettagli che riprendono alcuni elementi già affrontati in passato nei processi riguardanti l’omicidio di Chiara Poggi. Nel mirino degli inquirenti è finito ancora una volta il modo in cui l’assassino avrebbe potuto entrare nella villetta di Garlasco, lasciando aperta la porta d’ingresso.
Chiara Poggi aveva lasciato la porta socchiusa?
L’ipotesi che l’assassino, individuato nell’ambito della nuova indagine nei confronti di Andrea Sempio, possa essere entrato di nascosto nella casa senza segni di effrazione, non è nuova. Già nel 2011, durante il processo di appello che portò all’assoluzione di Alberto Stasi – condanna poi ribaltata in appello bis – i giudici avevano valutato questa possibilità. Nelle motivazioni della sentenza si legge che nonostante non fossero stati riscontrati segni di scasso, non vi erano prove certe che Chiara Poggi quella mattina non avesse lasciato la porta d’ingresso socchiusa o aperta dopo aver disattivato l’allarme e fatto uscire il gatto in giardino.
Questa circostanza riapre uno scenario in cui l’omicida potrebbe aver approfittato di una porta non chiusa a chiave per introdursi nell’abitazione senza destare sospetti. Tale ipotesi si inserisce nel quadro generale di una ricostruzione ancora complessa e ricca di interrogativi.
Il caso e le nuove accuse a Andrea Sempio
Il delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, ha visto la vittima Chiara Poggi, 26 anni, trovata uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia. Il fidanzato Alberto Stasi, unico indagato per molti anni, fu condannato definitivamente nel 2015, ma la vicenda non si è mai chiusa sul piano giudiziario. Nel frattempo, le nuove indagini hanno portato a contestare l’omicidio a Andrea Sempio, 38 anni, che si è dichiarato estraneo ai fatti, negando di avere frequentazioni con Chiara e non comprendendo il motivo del movente sessuale contestatogli dalla procura.
I legali di Sempio hanno sottolineato la mutevolezza delle imputazioni e l’aggravante di crudeltà, che era stata tolta a Stasi, risultando difficile da giustificare a quasi vent’anni dal fatto. L’interrogatorio fissato per i prossimi giorni si preannuncia delicato, con l’imputato che dovrà decidere se rispondere o meno alle domande, sempre sotto la guida strategica dei suoi avvocati.
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