La nomina di Andrea Pirlo a ct della Nazionale è entrata in una fase di valutazione, con il presidente Malagò che ha chiesto chiarimenti formali sui suoi rapporti con il bookmaker russo Fonbet. La trattativa, data a un passo dalla chiusura, ha registrato una frenata nelle ultime ore. A pesare è il ruolo di Pirlo come global ambassador di Fonbet e la natura russa dell’azienda, tema che solleva questioni di opportunità per un tecnico chiamato a rappresentare il Paese.
Il nodo non riguarda solo il divieto per i tesserati italiani di legarsi a marchi di scommesse — superabile con la risoluzione dei contratti — ma il profilo internazionale dell’operazione. I rapporti tra Roma e Mosca sono compromessi dal febbraio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, e il coinvolgimento di Pirlo nella promozione di un marchio russo (compreso un viaggio a Mosca due mesi fa con Marco Materazzi, anche lui ambassador) è diventato un punto sensibile. Malagò ha dato mandato di approfondire, chiedendo anche il contratto tra Pirlo e Fonbet per valutare la natura precisa del legame.
Andrea Pirlo, il nodo Fonbet e i legami societari
L’allenatore è sotto contratto con lo United FC di Dubai, club con cui ha firmato il 24 luglio 2025. Secondo quanto riferito dai suoi legali, l’incarico da global ambassador di Fonbet, assunto il 9 ottobre, sarebbe “strettamente legato” al rapporto con lo United FC. Un punto che Malagò e chi sta seguendo il dossier vogliono verificare, anche alla luce dei legami tra il presidente e proprietario dello United, Sergey Lomakin, e Fonbet, dove ha rilevanti interessi economici. L’ingaggio di Pirlo per la panchina della Nazionale, in questo quadro, avrebbe inevitabilmente amplificato la visibilità del bookmaker.
Il quadro contrattuale offre però una via d’uscita tecnica: Pirlo può risolvere l’accordo con lo United FC in modo unilaterale e senza penali. Una rescissione in quella sede, sostengono i legali, lo svincolerebbe “da tutto”, compreso il legame commerciale con Fonbet. È uno dei passaggi che la parte sportiva e quella istituzionale stanno pesando, nel tentativo di evitare che elementi extratecnici diventino motivo di imbarazzo per la Federazione.
Le mosse istituzionali e il perimetro contrattuale
In Figc prevale prudenza: la Federazione non vuole — e non può — intavolare trattative formali con un allenatore legato a un altro club, anche per dare il buon esempio alle società italiane. Per questo Pirlo, che ha fretta di incontrare Malagò, non ha ancora avuto un faccia a faccia con il presidente. Le interlocuzioni con l’area tecnica sono state affidate a Paolo Maldini e Leonardo: hanno sondato la disponibilità dell’allenatore e discusso i primi dettagli di un possibile contratto da ct, considerandolo il profilo ideale per rilanciare la Nazionale nell’immediato e in un progetto di lungo periodo.
Parallelamente, la Figc sta rivedendo i trascorsi professionali del tecnico alla luce dei possibili rischi reputazionali connessi al rapporto con Fonbet. Le verifiche riguardano sia la documentazione contrattuale sia la cronologia degli incarichi, per definire un perimetro chiaro prima di procedere. Intanto, la trattativa con la parte araba per la cessazione del rapporto di lavoro risulta avanzata, tassello imprescindibile per sbloccare ogni altro passaggio.
Le reazioni politiche e il tema dell’opportunità
La dimensione politica si è accesa. La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha affermato: «Ha prestato, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata. Sceglierlo è un grave errore».
Il deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova, ha ricordato: «Il settore delle scommesse non è colpito dalle sanzioni europee, ma questo non toglie che un personaggio pubblico della levatura di Andrea Pirlo dovrebbe riflettere sul significato pubblico di scelte private e di affari».
Dal Partito democratico, il responsabile Sport Mauro Berruto ha sottolineato: «Pirlo parla a un movimento, a un mondo, ha un ruolo istituzionale che richiede una modalità di esecuzione esemplare».
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha aggiunto: «Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali».
Sul piano operativo, il dossier resta legato a due snodi: l’acquisizione e l’esame del contratto con Fonbet richiesti dal presidente Malagò, e l’esito delle trattative per la risoluzione con lo United FC di Dubai. Solo dopo questi passaggi la Federazione potrà decidere se procedere rapidamente verso la chiusura della nomina di Andrea Pirlo a ct.
