«Non è un divieto, il divieto sarebbe illegale. È semplicemente una scelta di posizionamento commerciale». Alan Sampietro, titolare di Hostaria 2.0 a Lesmo, ha spiegato così la decisione del ristorante di sconsigliare la prenotazione alle famiglie con bambini sotto i 7 anni. «Ci siamo resi conto che non eravamo in grado di offrire alle famiglie con bambini piccoli i servizi necessari per una buona serata».
La scelta è nata, ha raccontato Sampietro, dalle difficoltà nel conciliare le esigenze delle famiglie con quelle dei clienti in cerca di un ambiente più tranquillo: «Perché fare scontenti tutti? Abbiamo scelto il nostro target di riferimento, che sono gli adulti». La decisione ha diviso l’opinione pubblica, ma il ristoratore sottolinea di aver ricevuto sostegno anche da molte mamme: «Un ambiente del genere può permettere di staccare la spina per una sera».
Non sono mancate però le critiche, fino alle accuse di discriminazione e di contribuire alla denatalità. «Di certo non perché un ristorante di Lesmo ha deciso di rivolgersi a un altro tipo di clientela», ha replicato Sampietro, dicendo: «Se arriva una famiglia che non sa nulla di questa scelta, ovviamente la faccio accomodare».