La Banca centrale europea ha deciso di aumentare di 0,25 punti percentuali i tre principali tassi di interesse. La decisione è arrivata durante la riunione di politica monetaria a Berlino ed era già ampiamente prevista dagli investitori. L’istituto ha spiegato che il conflitto in Medio Oriente continua a creare pressioni sull’inflazione, mentre le prospettive economiche restano caratterizzate da una forte incertezza.
Il tasso sui depositi sale al 2,50%
Con il rialzo deciso dalla Bce, il tasso sui depositi passa dal precedente 2,25% al 2,50%. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali sale invece al 2,65%, mentre quello sui prestiti marginali raggiunge il 2,90%.
L’aumento dei tre tassi di riferimento è stato quindi pari a 25 punti base, come previsto dal Consiglio direttivo dell’istituto.
L’inflazione resta sotto pressione
La Bce ha sottolineato che il conflitto in Medio Oriente continua a esercitare pressioni sull’inflazione, che secondo le sue valutazioni dovrebbe rimanere ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato.
La decisione, ha spiegato l’istituto, conferma l’impegno del Consiglio direttivo a condurre la politica monetaria con l’obiettivo di riportare l’inflazione e mantenerla stabile al 2% nel medio periodo.
Timori per la crescita e lo shock energetico
Secondo la Bce, le prospettive economiche rimangono molto incerte. I rischi appaiono orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica.
Particolare attenzione è rivolta allo shock energetico legato alla situazione in Medio Oriente. I nuovi scenari elaborati dagli esperti della Bce mostrano infatti una vasta gamma di possibili evoluzioni per inflazione e crescita, a seconda dell’intensità e della durata dello shock e dei suoi eventuali effetti indiretti e di secondo impatto.
La Bce seguirà l’andamento dei dati
Con il nuovo rialzo dei tassi, il Consiglio direttivo ritiene di trovarsi in una posizione adeguata per affrontare l’incertezza legata al conflitto. Per le prossime decisioni, tuttavia, non viene indicato un percorso già stabilito.
L’orientamento della politica monetaria sarà infatti determinato di riunione in riunione, sulla base dei dati economici disponibili. La Bce seguirà quindi l’evoluzione della situazione prima di decidere eventuali ulteriori interventi.
Sileoni: le banche continuino a sostenere l’economia
Sul rialzo è intervenuto anche Lando Sileoni, segretario generale della Fabi. Secondo il sindacalista, la crescita del credito alle famiglie rappresenta un segnale positivo, perché indica che dopo una lunga fase di difficoltà si è rimesso in moto un meccanismo importante per l’economia italiana.
Il nuovo aumento dei tassi arriva proprio mentre questa ripresa dei prestiti si sta consolidando e sarà quindi necessario, secondo Sileoni, valutarne attentamente gli effetti nei prossimi mesi.
Borse europee in frenata dopo la decisione della Bce
La reazione dei mercati azionari europei è stata caratterizzata da un rallentamento. Milano e Madrid si sono portate sulla parità, mentre Parigi è passata in negativo a -0,14%. Francoforte cede lo 0,20% e Londra lo 0,52%.
Contrastati anche i future sugli indici statunitensi, in attesa dei dati sul mercato del lavoro, sulle vendite di abitazioni esistenti e sulle scorte di gas e greggio.
Sale lo spread tra Btp e Bund
Dopo la decisione della Bce è salito anche lo spread tra Btp e Bund decennali, arrivato a 85,2 punti. Il rendimento del decennale italiano è aumentato di 2,1 punti, raggiungendo il 4,31%.
In rialzo anche i rendimenti degli altri principali titoli di Stato: quello tedesco è salito di 1,8 punti al 3,46%, mentre il rendimento del decennale francese è aumentato di 2,2 punti al 4,36%.
Sileoni ha infine sottolineato la solidità delle banche italiane, che negli ultimi anni hanno continuato ad accompagnare famiglie e imprese anche nei periodi economicamente più difficili. A suo giudizio, gli istituti dovranno continuare a garantire un’offerta di credito in grado di sostenere famiglie, consumi, imprese e crescita dell’economia reale.
