Roy Keane è intervenuto sul caso delle dimissioni di Leonardo e Maldini dopo il disastro della Nazionale italiana a seguito del no ad Andrea Pirlo, giudicando con fermezza la scelta di dimettersi e definendola, nella sostanza, un comportamento infantile che non favorisce la continuità. Ha sostenuto che il diritto di difendere una linea e una posizione personale esiste ed è legittimo, ma ha aggiunto che chi prende una decisione pubblica ha poi la responsabilità di rimanere e proseguire nel progetto anche quando la prima opzione viene respinta.
Il giudizio di Roy Keane sulle dimissioni dei dirigenti
Keane ha espresso il suo dissenso con parole nette e dirette, riassumendo il suo pensiero con la frase «Non mi è piaciuto per niente. Per me, è stato un comportamento infantile», e collegando quel giudizio al contesto più ampio delle scelte federali e tecniche che seguono a un rifiuto dell’allenatore preferito. Il commento sottolinea che «Non lasci un progetto solo perché non hai ottenuto il tuo allenatore preferito. Il calcio non funziona così», ribadendo l’idea che le reazioni immediate e drastiche non siano coerenti con la gestione di un percorso sportivo complesso.
Leadership, responsabilità e messaggi
Secondo Keane, il ruolo di chi guida implica stabilità e capacità di andare avanti: «Questo è quello che fanno i leader. Non buttano via i loro giocattoli dal passeggino solo perché le cose non sono andate come volevano», una metafora che ha usato per criticare l’abbandono repentino e per invitare a una maggiore concretezza nella gestione. Pur riconoscendo che Maldini e Leonardo siano figure di grande rilievo e che il rispetto per quanto hanno fatto resti intatto, ha precisato che reputazione e storia non cancellano il tema essenziale della responsabilità, e che l’Italia aveva bisogno di persone capaci di «aiutare a stabilizzare la nave».
Keane ha richiamato anche il valore della coerenza nel dialogo con la tifoseria e con gli addetti ai lavori, osservando che abbandonare «dopo appena un paio di settimane» rischia di «mandare il messaggio sbagliato a tutte le persone coinvolte», un monito rivolto ai protagonisti della vicenda perché rimangano e affrontino le difficoltà del progetto con continuità. Nel ribadire che Maldini e Leonardo resteranno uomini di grande caratura sportiva, Keane ha comunque evidenziato come la leadership si misuri sulla capacità di farsi carico delle responsabilità, non solo sul passato da campione.
