Andrea Pirlo rompe il silenzio. Dopo giorni di dibattito sulla sua possibile nomina a commissario tecnico della Nazionale, l’ex centrocampista campione del mondo affida ai social un lungo messaggio per chiarire la sua posizione sul caso che sta agitando la Figc: il ruolo di testimonial di uno sponsor russo.
Le parole di Pirlo
Pirlo spiega di aver scelto finora il silenzio “per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte”, ritenendo però ora doveroso chiarire alcuni aspetti. Rivendica di aver sempre operato, da calciatore e da allenatore, nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ha lavorato e dei contratti sottoscritti, e definisce la collaborazione finita nel mirino come nata nel suo percorso negli Emirati Arabi ed “esclusivamente di natura commerciale e sportiva”.
Il passaggio centrale è la replica a chi ha attribuito una lettura politica alla vicenda: “Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”. Nel messaggio l’allenatore ringrazia anche Maldini e Leonardo “per la stima e la fiducia”, esprimendo “rammarico per il fatto che una scelta di carattere sportivo sia stata trascinata in un confronto pubblico” che ha attribuito intenzioni a lui estranee. E chiude: “L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
Il caso Fonbet e il legame con la Russia
La collaborazione a cui Pirlo fa riferimento, senza nominarla, è quella con Fonbet, principale società di scommesse russa di cui l’ex azzurro è global ambassador, ruolo legato alla sua esperienza sulla panchina dello United Fc degli Emirati Arabi, club il cui presidente Sergey Lomakin ha interessi rilevanti proprio nel bookmaker. La stessa azienda aveva presentato l’accordo come la dimostrazione che, nonostante le sanzioni e l’isolamento internazionale di Mosca, fosse ancora possibile legare il proprio marchio a grandi icone dello sport mondiale. A pesare, anche la partecipazione dell’allenatore, lo scorso maggio, a un Football Day organizzato dal bookmaker allo stadio Luzhniki di Mosca.
Le reazioni della politica
Il dibattito ha rapidamente superato il perimetro sportivo. Da Azione, Carlo Calenda ha sostenuto che chi ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali, mentre la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno si è detta contraria alla nomina. Critico anche Benedetto Della Vedova di +Europa, che ha definito incomprensibile e sbagliata la scelta di Pirlo di diventare ambasciatore di Fonbet.
Malagò riflette, la nomina non è più scontata
Sullo sfondo resta la posizione della Federazione. Secondo le ricostruzioni, il neo presidente Figc Giovanni Malagò sarebbe sempre meno convinto della scelta, dopo il “no” di Pep Guardiola su cui il trio Malagò-Maldini-Leonardo aveva puntato prima di virare su Pirlo. Un’eventuale nomina imporrebbe comunque la fine del rapporto con il bookmaker, dato che la normativa italiana vieta la pubblicità diretta e indiretta di giochi e scommesse sportive. Con il caso ancora aperto, riprende quota anche l’ipotesi di un ritorno di Roberto Mancini.

