Tre morti e diversi casi sospetti a bordo della nave da crociera MV Hondius stanno alimentando l’allarme sanitario nell’Oceano Atlantico. Secondo quanto comunicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’episodio sarebbe collegato a un possibile focolaio di hantavirus, un’infezione trasmessa all’uomo dai roditori. La vicenda ha riportato l’attenzione anche sul caso di Betsy Arakawa, la moglie di Gene Hackman deceduta lo scorso anno per una sindrome polmonare da hantavirus dopo un contagio che sarebbe avvenuto nella casa della coppia in New Mexico, successivamente trovata infestata dai topi.
Cosa sta accadendo sulla nave da crociera
L’OMS ha confermato di essere stata informata dell’emergenza sanitaria che coinvolge la MV Hondius, attualmente in navigazione nell’Oceano Atlantico. Al momento è stato confermato in laboratorio un caso di infezione da hantavirus, mentre altri cinque restano sospetti.
Su sei persone colpite complessivamente, tre hanno perso la vita e una risulta ricoverata in terapia intensiva in Sudafrica. L’organizzazione internazionale ha fatto sapere di stare monitorando la situazione e di fornire supporto alle autorità coinvolte.
Che cos’è l’hantavirus?
Come ricorda il Ministero della Salute, gli hantavirus possono provocare infezioni virali di gravità variabile e vengono trasmessi all’uomo attraverso roditori selvatici o domestici.
Il genere comprende decine di varianti diffuse in diverse aree del mondo. Alcune sono presenti anche in Europa e, secondo gli esperti, stanno progressivamente ampliando la loro diffusione sia in termini di territori coinvolti sia per numero di casi registrati.
Il serbatoio animale rappresenta una caratteristica centrale di queste infezioni, considerate infatti zoonosi.
Come avviene il contagio
La trasmissione può avvenire attraverso il contatto diretto con saliva, urine o feci di roditori infetti. Un’altra modalità frequente è l’inalazione di particelle virali presenti negli escrementi.
Le conseguenze possono essere molto serie: in alcuni casi l’infezione colpisce i reni provocando nefrite e manifestazioni emorragiche, mentre in altri può compromettere i polmoni. Si tratta di patologie acute che possono danneggiare l’endotelio vascolare, causando aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, ipotensione, emorragie e, nei casi più gravi, shock.
Le tre sindromi legate all’infezione
Gli esperti distinguono tre principali forme cliniche associate all’hantavirus.
La prima è la febbre emorragica con sindrome renale, più diffusa in Europa e Asia. Esiste poi la nefropatia epidemica, considerata una variante più lieve e osservata soprattutto in Europa. Infine c’è la sindrome cardiopolmonare da hantavirus, più comune nelle Americhe.
Proprio quest’ultima è la stessa patologia che aveva causato la morte di Betsy Arakawa.
I sintomi delle infezioni da hantavirus
Individuare tempestivamente il virus non è sempre semplice. Se il test viene effettuato troppo presto, prima che il virus sia rilevabile, può essere necessario ripeterlo dopo 72 ore dalla comparsa dei sintomi.
I segnali iniziali possono essere facilmente confusi con quelli di un’influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea e forte stanchezza. Possono comparire anche dolori addominali, vomito e diarrea.
Nei casi più gravi, soprattutto quando si sviluppa la sindrome polmonare, i pazienti possono manifestare tosse e difficoltà respiratorie che peggiorano rapidamente. Nei casi renali più severi possono invece comparire insufficienza renale, sangue nelle urine o nelle feci ed ematomi cutanei.
Secondo gli specialisti, una diagnosi precoce e il ricovero immediato in terapia intensiva possono fare la differenza, soprattutto nei casi in cui è necessario un supporto respiratorio urgente.
Come prevenire il contagio da hantavirus
Gli esperti sottolineano che la prevenzione resta l’arma più efficace contro l’hantavirus. Ridurre il contatto con roditori e con ambienti potenzialmente contaminati è fondamentale, soprattutto in abitazioni isolate, magazzini, campeggi o luoghi in cui possono accumularsi escrementi di topi. In presenza di infestazioni è consigliabile evitare di spazzare o aspirare immediatamente feci e urina secche, perché questo potrebbe disperdere particelle infette nell’aria. Le autorità sanitarie raccomandano invece di utilizzare guanti, mascherine e prodotti disinfettanti adeguati durante le operazioni di pulizia.
Esiste una cura?
Attualmente non esistono farmaci antivirali specifici approvati per trattare l’hantavirus. Le cure si concentrano principalmente sul supporto al paziente e sulla gestione delle complicanze. Nei casi più gravi può essere necessario il ricovero in terapia intensiva, soprattutto quando l’infezione provoca difficoltà respiratorie acute o problemi renali. Per questo motivo i medici ribadiscono l’importanza di riconoscere rapidamente i sintomi e intervenire il prima possibile, aumentando così le possibilità di recupero.
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